Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1743_09_18-Roma → Magliano
1743 09 18 s da Roma a Magliano Foglio 1 Recto Indirizzo
Motto
Il Tesoriere ringrazia (e si raccomanda al Signore)
✦ Presentazione
Roma, 18 settembre 1743. Un prelato di curia scrive all’Arcidiacono di Magliano per ringraziarlo del «gentile uffizio» ricevuto in occasione della carica di Tesoriere che il Pontefice gli ha appena conferito, e dell’interesse mostrato per la sua salute. Una lettera di cortesia curiale, con la sua coperta indirizzata e annullata.
Il piego è composto da due fogli: la coperta (foglio 1), ripiegata in sei, con l’indirizzo «Al molto Illustre e molto Reverendo Signore, il Signore Arcidiacono Virgilio Antonio Virgili, Magliano» e le annotazioni a matita «ROMA 1743» e «T. 123»; e la lettera (foglio 2), di sei righe in una calligrafia curata, con grande iniziale a svolazzi. Non si conserva alcun sigillo.
La firma è di lettura incerta (si legge «G. B. Mesmer»), così come l’aggettivo che accompagna «Tesoriere». La data è compatibile con il concistoro del 9 settembre 1743, in cui Benedetto XIV creò venticinque cardinali, tra cui un Tesoriere Generale in carica: si ipotizza quindi che la lettera si riferisca alla successione in quella carica (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Cinque immagini documentano il piego: la coperta con l’indirizzo, la chiusura, l’annullo e il testo della lettera. Di seguito la trascrizione normalizzata; la trascrizione diplomatica completa è nella Parte 1.
1743 09 18 s da Roma a Magliano Foglio 1 Recto Indirizzo
1743 09 18_ s da Roma a Magliano foglio 1 ripiegato in 6 recto chiusura
1743 09 18_1 s da Roma a Magliano Foglio 1 di 2 recto con annullo T.123
1743 09 18_2 da Roma a Magliano RECTO INDIRIZZO
1743 09 18_3 s da Roma a Magliano Foglio 2 testo lettera
Molto Illustre e molto Reverendo Signore,
non meno per il gentile ufficio passato con me da Vostra Signoria per la carica di Tesoriere Gen[era]le [?], conferitami dalla Santità di Nostro Signore, che per l’interesse presosi per la mia salute, io le rendo tutte le maggiori grazie che posso. Pregandola intanto a continuare di raccomandarmi al Signore [?], e a porgermi le occasioni di poterle corrispondere, anche colla […], mi confermo.
Roma, 18 settembre 1743. Affezionatissimo Servitore, G. B. Mesmer [?]
Le letture contrassegnate da [?] sono incerte: si raccomanda una verifica/approfondimento esperto.
✦ Commento storico e diplomatistico
Il documento è una lettera di ringraziamento secondo lo schema della cortesia curiale del Settecento: allocuzione formale, ringraziamento con superlativo, richiesta di continuare a raccomandare l’autore, formula di commiato, data e sottoscrizione.
La carica. Il Pontefice del 1743 è Benedetto XIV. Il Tesoriere Generale era uno degli ufficiali della Camera Apostolica; si ipotizza che sia questa la carica menzionata (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il mittente. La firma è letta «G. B. Mesmer»; una scheda della British Library cita un omonimo «Tesoriere Generale» nel 1746. Si ipotizza che si tratti della stessa persona (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il destinatario. L’Arcidiacono è una dignità del capitolo di una cattedrale; Magliano, se si tratta di Magliano Sabina (non confermato dall’indirizzo), fu sede della diocesi di Sabina.
Annullo e chiusura. L’annotazione «T. 123» è a matita e di probabile mano moderna; l’impronta del bollo nelle scansioni è troppo debole per una lettura sicura. Nessun sigillo si è conservato: la chiusura ha lasciato una lacerazione con una traccia rosso-bruna.
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Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.