Un viaggio tra Manzoni, paleografia e storia postale: come una “lettera impossibile” diventa il simbolo della nostra missione di trascrivere, digitalizzare e condividere manoscritti che raccontano la storia. Antichi manoscritti paleografia trascrizione Memoria
Il contesto storico manzoniano
Il mondo dei Promessi Sposi è senza scrittura per il popolo: Renzo non sa scrivere, Lucia non sa leggere, e ogni comunicazione dipende da intermediari, distanze, materiali rari e segretezza.
Da questa “lettera impossibile” nasce una riflessione sulla storia postale, sulla difficoltà di leggere gli antichi manoscritti e sulla necessità di trascriverli e digitalizzarli per renderli accessibili a tutti. Una missione paleografica, culturale e civile.
Alessandro Manzoni ambienta “I promessi sposi” alla fine degli anni venti del 1600
E’ un periodo storico complesso. Lo è a Milano, a Lecco e Monza; lo è a Roma dove governa il barberino Urbano VIII. “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini” (quello che non fecero i barbari, …), è il Papa dei due noti processi galileiani[i] e di altri meno noti, ad es. di “diritto matrimoniale”.
Un bell’esempio è la sua Bolla dell’ 8 ottobre 1633 a confermare e a rendere esecutiva la sentenza emessa dal cardinale Francesco Barberino, suo nipote, nella causa che coinvolge i fratelli Guido e Antonio de’ Pazzi

E come avrebbe potuto non occuparsi di matrimoni il Cardinale Federigo Borromeo, il quale arriva a Lecco per rimproverare don Abbondio, che non ha celebrato il matrimonio fra Renzo e Lucia.
E’ un periodo ancor più complicato per il popolino affamato, appestato, perseguitato, analfabeta al quale, nel racconto del Manzoni, succede di tutto.
Da quel racconto prendiamo lo spunto per “copiare” una magistrale narrazione di Storia postale e per lanciare un progetto di “condivisione storica e di storie”.

1973-05-22 25 ₤ – Italia – lira Catalogo Sassone IT 1214-831Ab Alessandro Manzoni a 100 anni dalla morte
Perché Renzo e Lucia non potevano scriversi
Probabilmente corre l’anno 1629.
Lucia, rifugiatasi nel convento di Monza, confida alla Signora del convento (la monaca di Monza) la sua storia e le sue paure.
Ordine di Malta
Poste Magistrali
Don Rodrigo affida al Griso il compito di rapire Lucia.
Renzo, scacciato da Milano dopo i tumulti per il pane, vaga stanco e affamato per la campagna.
… deve parlare con Lucia, o almeno Agnese, ma quando raggiunge il convento di Monza, riceve da suor Gertrude la notizia che Lucia è stata trasferita altrove per ragioni di sicurezza.
Forse padre Cristoforo potrebbe far da tramite per parlare con Lucia o Agnese … ma Renzo non riuscirebbe a incontrare di persona nemmeno fra Cristoforo, e parlargli.
Il tutto gira intorno alla parola, la comunicazione è solo vocale/verbale, di persona, di bocca in bocca.
Renzo non sapeva scrivere e Lucia non sapeva leggere.
Al problema dei problemi si sovrappongono ostacoli:
– fisici del reperimento di “materiali rari”: la carta, l’inchiostro
– la distanza, i percorsi, i mezzi di trasporto
– la “riservatezza”[ii], Renzo non voleva far sapere ad altri i fatti suoi.
Lettera da Torino 16 maggio 1958 – X Anniversario della COSTITUZIONE – art 15 segretezza della corrispondenza
La storia postale nel Seicento
In pochi passaggi manzoniani[iii] la descrizione di cosa è il servizio postale[iv]
Alcune perle:
“Renzo… si struggeva di mandar le sue nuove alle donne, e d’aver le loro; ma c’eran due gran difficoltà.
Una, che avrebbe dovuto anche lui confidarsi a un segretario, perché il poverino non sapeva scrivere, e neppur leggere” (NdR L’altra difficoltà era d’avere anche un corriere)
“Ma, non sapendo se le donne fossero ancora a Monza, o dove, credè bene di fare accluder la lettera per Agnese in un’altra diretta al padre Cristoforo.
la lettera arrivò a chi era diretta. Agnese trottò a Maggianico, se la fece leggere e spiegare da quell’Alessio suo cugino: concertò con lui una risposta…
Finalmente bisogna che chi non sa si metta nelle mani di chi sa, e dia a lui l’incarico della risposta: la quale, fatta sul gusto della proposta, va poi soggetta a un’interpretazione simile…”[v]
La missione: trascrivere per ricordare Antichi manoscritti paleografia trascrizione Memoria
Nelle “grida manzoniane” c’è proprio la scintilla che ha dato la luce al nostro progetto.
“Renzo, dal dottor Azzecca-garbugli, aveva risposto di sì, non fu un vanto, una sparata, come si dice; ma era la verità che lo stampato[vi] lo sapeva leggere, mettendoci il suo tempo: lo scritto è un altro par di maniche.”
Francobollo, Renzo dopo l’incontro con Azzecca garbugli
Fatta eccezione per i sempre meno numerosi archivisti esperti di antichi scritti e grafie e di trascrizione paleografica/diplomatica, quasi tutti siamo “Renzo”: “se non è stampato non lo sappiamo leggere[vii]”.
La mission è paleografica/diplomatico/digitale, pubblicare on-line gli scambi di corrispondenza manoscritti[viii].
Antichi manoscritti paleografia trascrizione Memoria
Trascrivere pieghi manoscritti, renderli leggibili, accessibili per tutti è come dischiudere le capsule del tempo che li hanno conservati facendo rivivere le loro storie per arricchire la memoria collettiva
Il ruolo dei collezionisti e degli archivisti
Parto dai più antichi “pieghi manoscritti” della mia collezione. So di tanti altri collezionisti che come me vorrebbero rendere pubblicamente accessibili le proprie.
I collezionisti di storia postale sono i primi ai quali chiedo di commentare correggere, integrare, interagire, oltre che a pubblicare i propri documenti.
Vuoi contribuire con i tuoi manoscritti? Scrivi a gabriele-guglielmi@outlook.it o commenta l’articolo su https://gabrieleguglielmi.org/
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la missione del progetto ”Leggere le capsule del tempo”
Benvenuto l’ampliamento dell’orizzonte alle Associazioni filateliche, ai commercianti specializzati, agli archivi privati e a quelli pubblici troppo spesso polverosi per le poche risorse messe a disposizione di coloro che, con alta professionalità e dedizione, si sentono rispondere che “Con la cultura non si mangia”[ix]
Limitandoci all’Italia, il 99,9% dei manoscritti esistenti non ha avuto trascrizione paleografica o diplomatica[x] e sono oltre il 95% i Pieghi non digitalizzati.
Chissà che non sia la volta buona, con anche “un aiutino” dalle piattaforme di IA (Intelligenza Artificiale), che il progetto riesca a trovare le risorse finanziarie, tecnologiche, culturali, per collaborare con gli archivisti (stimati in 3.000–4.000, solo in Italia) mettendoli in condizione di completare la transizione digitale.
Antichi manoscritti paleografia trascrizione Memoria
[i] Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del 1616 si avviò il primo procedimento contro Galilei che si concluse con una ammonizione. Il pericolo sembrò inizialmente e solo in parte superato, ma gli eventi successivi avrebbero avuto ben altre conseguenze. Il secondo e definitivo processo a Galileo Galilei, sostenitore della teoria copernicana eliocentrica sul moto dei corpi celesti in opposizione alla teoria geocentrica, sostenuta dalla Chiesa cattolica, iniziò a Roma il 12 aprile 1633 e si concluse il 22 giugno 1633 con l’abiura e del “eppur si muove”
[ii] Solo dal primo gennaio 1948 L’Articolo 15 della Costituzione stabilisce che la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono inviolabili.
[iii] Senza togliere il piacere di leggere l’intero romanzo, o almeno il Capitolo XXVII, o come minimo alcuni godibilissimi passaggi del capitolo (questi sono i link), provo a estrapolare alcune frasi per dare l’idea delle difficoltà “comunicative” del non saper scrivere e leggere.
[iv] Attività che arricchì gli eredi di un altro famoso scrittore, Torquato Tasso, che organizzarono il più efficiente servizio postale privato “europeo”.
[v] (NdR Una sorta del gioco del telefono senza fili dove la frase ascoltata dall’ultimo in fila non è manco parente di quella pronunciata dal primo.)
[vi] le 180 copie della prima Bibbia in caratteri gotici mobili di Gutenberg circolava da 150 anni, la biblioteca di don Ferrante conteneva almeno 300 libri
[vii] la trascrizione paleografica o diplomatica è il passaggio dal testo scritto a mano alla stampa leggibile in caratteri moderni. Dalla lettera di Renzo dovranno passare 200 anni prima dell’invenzione del Tacheografo e del Cembalo scrivano e ulteri 50 anni per la Remington No.1
[viii] che in cifra sempre minore ma anche oggi sopravvivono
[ix] Giulio Tremonti
[x] il passaggio dal testo scritto a mano alla stampa leggibile in caratteri moderni
Elenco dei pieghi con trascrizione paleografica già pubblicati
Biblioteca digitale cronologica delle scansioni originali
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/ per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it
Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR

Complimenti Gabriele!
Sempre interessanti i tuoi articoli.
Grazie, troppo buono