Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1738_07_12-De Middelburg pour Brussels
1738 07 12 de Middelburg pour Brussels bi-foglio ripiegato in 6 foglio 1 recto - indirizzo e tassazione 3 segni a matita rossa
✦ Presentazione
Il 12 luglio 1738 J. De Cock scrive da Middelburg, capoluogo della Zelanda, a un «Mijn heer» di Bruxelles, forse un procuratore del Consiglio di Brabante. La lettera è in olandese corsivo calligrafico e porta, in basso a sinistra, tre segni di tassa a matita rossa. La lettura del testo è ancora provvisoria.
Il bifoglio, ripiegato in 6 parti, è scritto in una corsiva molto ornata, di non facile lettura: sono decifrabili la data, la firma («U.E: Dienaar J. De Cock»), le formule di cortesia e il termine «partij» (parte, o anche partita di merci). Il resto è ancora da leggere, e le incertezze sono segnalate nella trascrizione.
Sul foglio 1 recto, tre tratti verticali a matita rossa: la didascalia li registra come tassazione. Si ipotizza che indichino 3 unità da pagare a destinazione, forse stuivers (ipotesi da verificare, non un dato accertato). La chiusura era una sostanza rossa sul verso, forse ceralacca; la lacerazione all’apertura ha lasciato una lacuna.
Immagini, trascrizione provvisoria e persone citate sono nella Parte 1.
La lettera attraversa un confine politico: da Middelburg, nelle Province Unite, a Bruxelles, nei Paesi Bassi austriaci.
Il Consiglio di Brabante era il supremo tribunale del ducato, con sede a Bruxelles. Se la lettura dell’indirizzo è corretta, la lettera è indirizzata a un procuratore che operava presso quel Consiglio (ipotesi da verificare, non un dato accertato); il lessico («partij», «offre van Dienst») è compatibile con una pratica forense o commerciale: «partij» può indicare anche una partita di merci.
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Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6), che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
Di GABRIELE GUGLIELMI
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.