1589_10_03-PRE-FILATELICA da ROMA al VESCOVO DI TODI

1589 10 03 PRE-FILATELICA DA ROMA AL VESCOVO DI TODI sigillo su nizza
1589 10 03 PRE-FILATELICA DA ROMA AL VESCOVO DI TODI sigillo su nizza

✦ Presentazione

Il 3 ottobre 1589, durante il pontificato di Sisto V, il Vescovo di Todi scrive da Roma al Vescovo di Gualdo per intercedere in favore di una giovane monaca del Monastero di Cellole — nipote di un certo Theodorus Storci da Gualdo. Non è una questione di stato né di dottrina: è una richiesta di equità, perché alla giovane venga garantito un trattamento non inferiore a quello del servitore del vescovo stesso. Un piccolo documento di vita monastica femminile nella Controriforma, con sigillo vescovile a secco ancora intatto dopo oltre 430 anni.

✦ Immagini e Trascrizioni

Il piego si presenta in tre immagini: il recto interno con il testo autografo e la firma del Vescovo di Todi, il verso esterno con l’indirizzo al Vescovo di Gualdo, e il dettaglio del sigillo vescovile a secco. Le trascrizioni comprendono la versione diplomatica, quella normalizzata e la traduzione in italiano moderno.

✦ Commento storico e diplomatistico

Il 3 ottobre 1589 Sisto V è papa da quattro anni. La Controriforma ha profondamente trasformato la vita monastica femminile: i monasteri sono soggetti a clausura rigida, le ordinanze regolano nel dettaglio vitto, alloggio ed emolumenti delle monache. In questo contesto una lettera di intercessione vescovile per garantire l’equità di trattamento a una giovane monaca è un documento di quotidianità ecclesiastica che rivela quanto fosse capillare il controllo e quanto personale potesse essere la mediazione.

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Documento originale: Collezione privata di Storia Postale di Gabriele Guglielmi — gabrieleguglielmi.org

Integrazione di trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con l’utilizzo di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6, che si autodefinisce “progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona”)

gabrieleguglielmi.org — Contenuti liberamente consultabili e riproducibili con citazione della fonte.
Pubblicazione: giugno 2026

▸ Elenco dei pieghi con trascrizione paleografica già pubblicati
▸ Biblioteca digitale cronologica delle scansioni originali
▸ Metodologia

Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it

Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

8 commenti

  1. da Twitter “avatar di u/Professional-Dot4071
    Professional-Dot4071
    “Figo! Cos’è questo sito? Non lo conoscevo.

    L’opera è decisamente meritoria, anche al netto di alcuni errori dal pdv materiale e della trascrizione (prima dicono sigillo a secco, poi ceralacca, e son due cose diverse; alcune lectiones nella diplomatica non hanno molto senso, ma non sono riuscita ad aprire l’immagine per verificare).
    — Risposta
    Grazie, questa parte del sito nasce da questo spunto: https://gabrieleguglielmi.org/2026/06/05/la-lettera-che-renzo-non-scrisse-manoscritti-storia-postale-antica-trascrizioni-e-memoria-collettiva/ e l’obiettivo è aggregare una community che corregga e integri le informazioni rendendole disponibili per tutti. Credo che tu ti riferisca a questo articolo https://gabrieleguglielmi.org/2026/06/27/1589_10_03-pre-filatelica-da-roma-al-vescovo-di-todi/ aggiungerò il il tuo commento in calce all’articolo e sarebbero graditi ulteriori tuoi contributi. Tutte le immagini originali dei pieghi pubblicati o in via di pubblicazione le trovi qui (come scritto in calce a ogni articolo) ▸ Biblioteca digitale cronologica delle scansioni”

  2. buongiorno Gabriele,
    non ho mai collezionato prefilateliche e poco la storia postale. da qualche anno però sono stato incuriosito da entrambe, mi sono accostato maggiormente alla storia postale per affinità con la filatelia. Nei confronti delle prefilateliche però ho sempre avuto un’attrazione storica, anche se spesso molto limitata e personale degli scriventi, dal materiale cartaceo in tutti i suoi aspetti, in particolare dalla filigrana e dalla fattura della carta a mano. Mi sono interessato con molta curiosità anche degli inchiostri . Scusa la lunga prefazione, ma è doverosa per presentarmi e per essere il più esplicito possibile nel formulare il mio apprezzamento nei confronti del lavoro che stai facendo. Innanzitutto è un lavoro scientifico, nel senso stretto del termine; ho letto con attenzione della suora di Cellole per capire l’impostazione del tuo studio. Da non trascurare affatto il concetto della divulgazione. Gli studi e le ricerche personali, di qualunque livello siano, devono essere necessariamente messe a conoscenza di tutti proprio affinché la divulgazione sia a portata di mano di chiunque e soprattutto affinché ne rimanga traccia storica. Chi non segue e persegue questa linea porta con sè nella tomba la conoscenza. Questo vuol dire solo una cosa: ammazzarla.
    Ti ringrazio molto per la diffusione della tua conoscenza e ti auguro di raggiungere pienamente i tuoi obbiettivi e ti auguro un buonissimo lavoro.
    Nicola Luciano Cipriani

    1. Caro Luciano, grazie per gli apprezzamenti e, in particolare, per i tuoi contributi che vorremmo continuassero verificando e suggerendo correzioni ove necessario. Tu hai letto e commentato l’articolo e gli approfondimenti non ancora passati al setaccio da collezionisti ed esperti sui social, ed in particolare dagli “esperti umani del team di progetto”. Hai scritto “Innanzitutto è un lavoro scientifico, nel senso stretto del termine; ho letto con attenzione della suora di Cellole per capire l’impostazione del tuo studio.” Cito questo tuo gradito apprezzamento per dare a Cesare quel che è di Cesare, dove Cesare è la nostra Esperta in paleografia (Giulia Laboranti) che con metodo scientifico corregge Claude di Anthropic puntualizzando che il Monastero non è di Collole (San Giminiano) ma di Collazzone (vicino a Todi Diocesi del Vescovo che scrive). Tutti questi aggiornamenti faranno parte dell’aggiornamento dell’articolo di prossima pubblicazione. Limitandomi all’attualizzazione dell’evento, delle situazioni e di come sia cambiata lo società, entrambi i conventi oggi sono strutture turistiche.

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