Descrizione materiale del documento
Lingua del documento: Italiano volgare del tardo Cinquecento, con formule latine tipiche della corrispondenza ecclesiastica (Illustre et Rev.mo, V.S., Ill.mo et Rev.mo). Abbreviazioni cancellereschestandard del periodo pontificio.
Lettera prefilatelica in italiano volgare, datata 3 ottobre 1589, da Roma al Vescovo di Gualdo (prob. Gualdo Tadino, Umbria), a firma del Vescovo di Todi. Documento della corrispondenza ecclesiastica interna allo Stato Pontificio.
Il documento è scritto su carta filigranata, piegata in quattro secondo l'uso prefilatelico standard. Presenta una pagina di testo sul recto e il verso con indirizzo e sigillo. La carta è in buono stato di conservazione, con lievi macchie e pieghe d'uso.
⬤ Sigillo vescovile in ceralacca
Sul verso è presente un sigillo in cera di lacca ben impresso e leggibile. Il sigillo raffigura uno stemma vescovile con mitria e croce pastorale, circondato da iscrizione latina parzialmente leggibile. Si tratta del sigillo personale del Vescovo di Todi in carica nel 1589.
[Immagine 1 — Recto interno, testo · file: 1589_10_03_s_roma-vescovo-todi.jpg]
[Immagine 2 — Verso esterno con indirizzo · file: 1589_10_03__s_roma-vescovo-todi.jpg]
[Immagine 3 — Dettaglio sigillo · file: 1589_10_03__s_roma-vescovo-todi_SIGILLO.jpg]
Acquisire immagine macro in luce radente del sigillo per identificare l'iscrizione latina sul bordo e confermare la lettura dello stemma vescovile. La luce radente a 10–15° rispetto alla superficie consente di rilevare dettagli dell'impronta non visibili in luce diretta. Verificare anche in controluce per la filigrana della carta, che potrebbe contribuire all'identificazione della cancelleria di provenienza.
Trascrizione normalizzata
Grafia modernizzata, abbreviazioni sciolte. Parti di incerta lettura tra [parentesi quadre].
Testo normalizzato
Illustre et Reverendissimo come fratello.
Il Theodorus Storci da Gualdo, avendo [collocato? / aiutato?]
nel Monastero di Cellole una sua nipote,
per avere usato la giovane le qualità che si richiede
per [le] ordinanze che la gratifichi,
supplico Vostra Signoria con questa
di che non le sia offerto più di [le]ce[?] in tutto
con quella che [spetta] al suo servitore,
et per [raccoman]dar me vi raccomando.
Di Roma li 3 d'ottobre 1589.
Come fratello Illustrissimo et Reverendissimo,
Il Vescovo di Todi
Da verificare: la parola «autare» nella trascrizione diplomatica è di lettura incerta — potrebbe sciogliersi in «aiutare» (nel senso di «avendo posto / sistemato»), oppure essere una forma contratta di «a[c]c[ol]tare» o «a[ss]istere». Analogamente «lece» potrebbe essere «lece [= lecito / stabilito]» oppure un'abbreviazione di altra parola. Si consiglia un confronto con documentazione notarile umbra coeva.
Traduzione italiana
Il documento è già in italiano volgare; si fornisce una versione con lingua attualizzata e le parti incerte segnalate.
Versione in italiano moderno
Illustrissimo e Reverendissimo come fratello,
Theodorus Storci da Gualdo, avendo posto [= sistemato / collocato]
nel Monastero di Cellole una sua nipote,
affinché la giovane riceva i benefici che le ordinanze le riconoscono,
con la presente supplico Vostra Signoria
che non le sia offerto di meno in tutto
rispetto a quanto spetta al suo servitore[?].
E per raccomandarmi a voi, vi saluto.
Da Roma, il 3 ottobre 1589.
Come fratello Illustrissimo e Reverendissimo,
Il Vescovo di Todi
Nota sul contenuto: La lettera è un'intercessione formale: il Vescovo di Todi chiede al Vescovo di Gualdo di garantire alla nipote di Theodorus Storci — monaca nel Monastero di Cellole — un trattamento non inferiore a quello del «servitore» del vescovo stesso, probabilmente in riferimento a vitto, alloggio o emolumenti stabiliti dalle ordinanze monastiche.