Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1759_07_24- da CUNEO a TORINO per il Marchese Orazio
1759 07 24_4 da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio particolare sigillo ceralacca rossa
✦ Presentazione
Cuneo, 24 luglio 1759. Un feudatario che firma soltanto «di Torrettas» scrive a Torino al segretario di un Marchese: tra pochi giorni dovrà comparire davanti a un Magistrato per rispondere alle opposizioni sorte dopo la presa di possesso del suo feudo, e vuole sapere che cosa intenda fare il Marchese. Il Marchese, nella lettera, non parla mai: ci arrivano solo le richieste di chi aspetta una risposta.
Il piego è un foglio manoscritto prefilatelico, ripiegato in 9 parti e chiuso con un sigillo in ceralacca rossa. In alto a destra porta una cifra di tassa manoscritta, di lettura non sicura. L’indirizzo è rivolto a Carlo Amedeo Boschetti, segretario del «Sig.r Marchese d’Orazio» [?], a Torino.
La scadenza è fissata al 17 agosto da un «Delegato della Regia Camera»: restano 24 giorni, e l’urgenza si sente nel tono. Un piccolo spaccato di vita feudale e di procedura nel Regno di Sardegna del Settecento, visto dal lato di chi attende.
La lettera occupa il solo lato interno del foglio; sulla soprascritta, ripiegata, si leggono l’indirizzo, la cifra di tassa e il sigillo di chiusura. Le sei immagini sono raccolte qui sotto.
1759 07 24 s da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — Foglio 1 ripiegato in 9 recto
1759 07 24_ da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — Foglio 1 recto chiusura sigillo ceralacca rossa
1759 07 24_1 s da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — Foglio 1 verso
1759 07 24_2 s da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — Foglio 1 recto
1759 07 24_3 da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — sigillo ceralacca rossa
1759 07 24_4 da CUNEO a TORINO per Marchese Orazio — particolare sigillo ceralacca rossa
Trascrizione normalizzata (la trascrizione diplomatica è in Parte 1):
Molto Illustre Signor Padron Osservandissimo, siccome ci andiamo appressando al termine della monizione fissata per il giorno 17 dell’imminente agosto dal Delegato della Regia Camera, per comparire davanti a esso Magistrato affinché vengano risolte le opposizioni a me formate in Torrettas in occasione del possesso da me preso del mio feudo per parte del signor Marchese, desidererei quindi sapere quale sia l’intenzione del medesimo signor Marchese, affinché in ogni modo io provveda ai miei interessi. Sto pertanto attendendo un qualche riscontro di Vostra Signoria Molto Illustre, per adottare quel sistema al quale, conformemente ai sensi del prefato signor Marchese, io debba appigliarmi, rinnovandomi intanto con pienezza d’ossequio. Di Vostra Signoria Molto Illustre, Cuneo, 24 luglio 1759. Devotissimo obbligatissimo servitore, di Torrettas.
✦ Commento storico e diplomatistico
La lettera nasce da una questione feudale: il mittente ha preso possesso di un feudo «per parte del Signor Marchese», ha incontrato opposizioni a Torrettas e deve ora comparire davanti a un Magistrato. Si ipotizza che la «Regia Camera» sia la Regia Camera dei Conti sabauda (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il mittente scrive al segretario, non al Marchese, e chiede di conoscerne «l’intenzione» per regolare i propri interessi e adottare «quel Sistema» (la linea da tenere) conforme ai suoi sensi. Non è chiaro, dalla sola lettera, che rapporto giuridico leghi i due: se la presa di possesso sia avvenuta per concessione, cessione o delega resta da accertare.
Sul piano diplomatistico è una missiva di servizio in italiano di cancelleria, con formule di ossequio, data topica e cronica e sottoscrizione con il solo predicato feudale, senza nome proprio. Il sigillo è in ceralacca rossa (materiale/tecnica: ceralacca rossa — forma: ? — iconografia: ?); nessun bollo postale è visibile. Il resto del commento, con le fonti, è in Parte 2.
💬 Hai documenti, integrazioni o segnalazioni? I collezionisti di storia postale sono i primi ai quali chiedo di commentare, correggere e interagire. Scrivi a gabriele-guglielmi@outlook.it o commenta qui sotto.
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5), che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
Di GABRIELE GUGLIELMI
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.