IOR/Morningstar — Luglio 2026: cosa è successo nei panieri?

Bocca della Verità Francobollo emesso da Poste Italiane il 10 ottobre 2008 in occasione del Festival_internazionale_della_filatelia_€ 2_8 Sassone IT 3061
Bocca della Verità Francobollo emesso da Poste Italiane il 10 ottobre 2008 in occasione del Festival_internazionale_della_filatelia_€ 2_8 Sassone IT 3061

Francobollo Poste Italiane — Festival Internazionale della Filatelia, Bocca della Verità — €2,80 — 2008
Italia — Festival Internazionale della Filatelia, Bocca della Verità
Francobollo da €2,80 emesso da Poste Italiane il 10 ottobre 2008 in occasione del Festival Internazionale della Filatelia. Catalogo Sassone IT 3061.

Alla Bocca della Verità, secondo la leggenda, si affidava la mano solo se si diceva il vero. Sei mesi dopo il lancio dei due panieri “etici” IOR-Morningstar, il 60% delle aziende che li compongono resta senza nome: la verità sulla loro composizione, la Bocca di Morningstar non la dice ancora.

Serie “La Cruna di Morningstar” — Articolo n. 13 — Agosto 2026
Da febbraio 2026 monitoriamo i due indici azionari IOR–Morningstar: Eurozone Catholic Principles e US Catholic Principles. 50 titoli ciascuno, selezionati secondo i criteri della Dottrina Sociale della Chiesa.

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·Metodologia del monitoraggio

Sei rilevazioni, un pattern che si conferma

Da febbraio a luglio 2026 abbiamo raccolto sei rilevazioni mensili. Il quadro che emerge non è più un’ipotesi di lancio: è una tendenza consolidata. Nel fondo Eurozone la finanza sale a un livello record; nel fondo US si registra la rotazione più rapida osservata finora.

Dati strutturali Morningstar (al 31 luglio 2026)
Entrambi i fondi: 50 titoli azionari totali | 0 obbligazioni | 0 altri strumenti
EU Top 10 = 39% del portafoglio  |  Women Directors: 40%  |  Women Executives: 18%
US Top 10 = 40% del portafoglio  |  Women Directors: 35%  |  Women Executives: 28%
[!] Il restante 60-61% (~40 titoli per fondo) non è pubblicamente identificabile. Limite di trasparenza strutturale dichiarato da Morningstar.

Tutte le rilevazioni mensili, ordinabili per colonna, in vista progressiva o per singolo mese


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Cosa è cambiato a luglio

Fondo Eurozone: la finanza tocca il record dal lancio

Con l’ingresso di Intesa Sanpaolo (3,05%, prima apparizione) sono ora sei i titoli Financial Services nella top 10 europea: Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Banco Santander, Allianz, UniCredit, BNP Paribas, Intesa Sanpaolo. Il settore occupa da solo il 60% della vetrina pubblica di un indice chiamato “Catholic Principles”. Esce Hermès International, scesa al 3,04% — il suo minimo storico — prima di uscire definitivamente dalla top 10. SAP torna al primo posto (4,84%): ASML, stabilmente in vetta da cinque mesi, scende al terzo posto (4,59%).

Fondo US: rotazione record, tra rientri e uscite lampo

Entra per la prima volta Mastercard Inc (3,01%, Financial Services). Rientra Coca-Cola Co (3,12%), fuori dalla top 10 da aprile. Escono Intel Corp e Lam Research Corp — quest’ultima era entrata il mese scorso ed è già fuori: un solo mese di permanenza, la rotazione più rapida registrata finora nel monitoraggio. Micron Technology scende ancora, a 3,83%, proseguendo la normalizzazione dal picco anomalo di maggio (7,59%).

Contraddizioni sotto la lente

Finanza al 60% del paniere Eurozone: ma chi finanzia tutte queste guerre?

Sei banche su dieci nella vetrina pubblica di un fondo che si definisce guidato dalla Dottrina Sociale della Chiesa. Con l’ingresso di Intesa Sanpaolo, la maggiore rete bancaria italiana per numero di sportelli si affianca a Santander, BBVA, Allianz, UniCredit e BNP Paribas — istituti già segnalati in questa serie per la loro esposizione creditizia all’industria della difesa. La domanda che ci poniamo, mese dopo mese, resta la stessa: se il filtro etico non intercetta chi finanzia le armi ma solo chi le produce direttamente, chi sta davvero finanziando le guerre in corso?

Il meccanismo è lo stesso descritto nei mesi scorsi per BNP Paribas: la soglia di esclusione IOR-Morningstar si applica al fatturato diretto da armi convenzionali (circa il 5%). Una banca non produce armamenti, quindi il suo “fatturato da armi” è formalmente zero — anche quando eroga miliardi in prestiti e servizi finanziari all’industria della difesa. Il filtro, costruito sul fatturato, non vede il credito.

Come UniCredit, Santander, BBVA, BNP Paribas e JPMorgan, anche Intesa Sanpaolo compare regolarmente nei report delle organizzazioni antimilitariste italiane (tra cui l’osservatorio “Banche Armate”) tra gli istituti attivi nel finanziamento dell’export di sistemi d’arma. Non è una novità isolata: è la conferma che il criterio scelto da IOR e Morningstar, per costruzione, non è pensato per intercettare questo tipo di responsabilità.

«Il profitto derivante dalla guerra è considerato “denaro sporco di sangue”.»
— IOR, citando Papa Francesco, Mensuram Bonam 2025

Sei mesi di monitoraggio confermano un fatto strutturale, non un incidente: più cresce il peso della finanza nel paniere, più cresce lo scarto tra il nome dell’indice — “Catholic Principles” — e il criterio realmente applicato. La domanda a Morningstar e IOR resta senza risposta: perché il criterio di esclusione bancaria non considera l’esposizione creditizia all’industria degli armamenti?

Caso del mese

Rotazione record nel paniere US: un effetto “TACO”?

A luglio il fondo US registra la rotazione più rapida da quando lo monitoriamo: Lam Research entra e esce in un solo mese, Intel esce dopo mesi di crescita, Coca-Cola rientra dopo un’assenza di tre mesi, Mastercard debutta. Micron prosegue la discesa dal picco di maggio. Nessuna comunicazione di Morningstar accompagna questi movimenti.

Nei mercati finanziari internazionali è nato nel 2025 l’acronimo scherzoso TACO — “Trump Always Chickens Out” (“Trump si tira sempre indietro”) — per descrivere il pattern osservato più volte nei mercati: annunci aggressivi su dazi o misure commerciali, seguiti da rinvii o marce indietro, con conseguenti oscillazioni repentine nei titoli più esposti al commercio internazionale.

Una lettura possibile, che lasciamo aperta al lettore: la volatilità elevata osservata a luglio nel paniere US — ingressi e uscite nell’arco di un solo mese, pesi che oscillano di oltre un punto percentuale da un mese all’altro — potrebbe riflettere in parte questo clima di incertezza sulle politiche commerciali USA, più che scelte metodologiche di Morningstar. È un’ipotesi, non una dimostrazione: il fondo non pubblica le motivazioni dei ribilanciamenti, quindi non possiamo verificarla direttamente. La segnaliamo come chiave di lettura possibile, non come spiegazione accertata.

Resta il fatto che un indice “trasparente e basato su regole”, per usare le parole di Morningstar al lancio, dovrebbe fornire almeno una nota metodologica quando la rotazione tocca livelli record.

La trasparenza che manca

40 titoli invisibili per fondo: sei mesi dopo, nulla è cambiato

50 titoli per fondo, 10 pubblicamente identificabili. La top 10 rappresenta il 39-40% del portafoglio. Il restante 60-61% resta ignoto. Sei mesi dopo il lancio, la struttura di opacità è identica al primo giorno.

Morningstar ha dichiarato al lancio di applicare “più di 200 data points” e di rivalutare i titoli trimestralmente. Ma senza la pubblicazione dell’elenco completo, questa trasparenza di processo resta inaccessibile alla verifica esterna.

Un indice che non pubblica i propri componenti non è verificabile. Un indice non verificabile non è, per definizione, trasparente. Un indice chiamato “Catholic Principles” che non consente la verifica dei propri principi è una contraddizione in termini.

Va segnalato anche che il rating ESG Risk Assessment di Morningstar risulta “—” (non disponibile) per tutti i titoli nelle top 10, in entrambi i fondi, in tutte le sei rilevazioni. Un indice che non pubblica i propri score ESG individuali chiede fiducia cieca, non verifica ragionata.

La richiesta è semplice, e la ripetiamo ogni mese: IOR e Morningstar pubblichino l’elenco completo dei 100 titoli che compongono i due indici.

Sei mesi in sintesi: i pattern che emergono

Fondo Eurozone: dominanza record del Financial Services (6/10 a luglio, da 5/10 a giugno); ASML esce dal podio dopo cinque mesi consecutivi al primo posto; Hermès esce ai minimi storici; 14 titoli diversi transitati in top 10 in sei mesi.

Fondo US: volatilità in aumento (17 titoli diversi transitati in top 10 in sei mesi, contro 14 EU); Lam Research entrata e uscita in un solo mese, la permanenza più breve osservata; Micron il comportamento più anomalo dell’intero monitoraggio; Meta, Amazon, Alphabet — top 3 al lancio — restano assenti dalla vetrina.

Dato comune a entrambi: il rating ESG Risk Assessment è “—” per tutti i titoli visibili, in ogni rilevazione da febbraio. Morningstar non pubblica i punteggi individuali.

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

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