La Porsche più bella è una Alfa Romeo

Chissà che al Wolfgang membro della Fondazione Culturale Hypo non raccolga la sfida di far assumere al “Paschinger Schlössl, patrimonio mondiale dell’UNESCO, ex villa di Stefan Zweig” una alta funzione sociale e storica quale quella del il “Museo d’Arte della Generazione Perduta”

Saluto romano

28 ottobre 1922 marcia su Roma[1], 30 ottobre re Vittorio Emanuele III incarica Mussolini a formare un nuovo governo. Meno di un mese dopo muore Sidney Sonnino[2] 26 novembre 1922 di S.E. Sonnino NON il 26 ottobre[3] Probabilmente l’entrata della salma nel Castello avviene il 26, ma di novembre. Bastò meno di un mese per imporre il saluto romano.… Continua a leggere Saluto romano

Affinché ‘sta Storia NON si ripeta

Affinché ‘sta Storia NON si ripeta

Affinché ‘sta Storia NON si ripeta
L’opportunità di comparare le vicende di oggi con le peggiori sciagure per l’umanità di inizio XX secolo

L’obiettivo è sancito all’art. 9 della Costituzione “nell’interesse delle future generazioni” col “filo rosso” del “Pianeta in prestito”

27 gennaio 1945 giorno della MEMORIA delle vittime dell’olocausto

Tra il 1933 e il 1945, Germania Nazista e alleati, crearono più di 44.000 campi di concentramento destinati a incarcerare o isolare gli Ebrei e altri gruppi di indesiderabili .
Questi campi furono usati per diversi scopi, tra i quali i lavori forzati, la detenzione e l’eliminazione in massa dei prigionieri.
Il 27 gennaio 1945 è stato il giorno dell’abbattimento da parte dell’armata rossa dei fili spinati di Auschwitz. Nell’aprile 1945 i soldati USA liberarono il campo di concentramento di Buchenwald, successivamente Dachau e Mauthausen; e le forze britanniche liberarono alcuni campi di concentramento nel nord della Germania, tra i quali Neuengamme e Bergen-Belsen.
Cosa è accaduto negli altri, di quei 44.000, Stalag/campi di concentramento?
Un faro su quello che è stato il lavoro forzato, la schiavitù di massa imposta ai prigionieri, in particolare a coloro che avevano ancor meno diritti, perché progressivamente spogliati anche del pur leggero mantello sancito dalla Convenzione di Ginevra, furono gli I.M.I. (Internati Militari Italiani).