Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1746_11_12-per Monte San Savino
1746 11 12_4 s per Monte San Savino_filigrana
✦ Presentazione
Un piego del 12 novembre 1746 diretto a Monte San Savino, nel Granducato di Toscana. Non è una lettera di famiglia: il mittente, che firma «Ignace Redi», gestisce denari da rimettere, un pagamento da fare a Siena e una questione delicata che riguarda un certo Lippoli e il maestro di posta di Cortona.
Il documento è un bifoglio ripiegato in nove parti e chiuso con un sigillo cartaceo (oblata rossa). Nel testo compare un «procaccino», cioè il portatore privato incaricato del trasporto, e si chiede di ottenere dal «General delle Poste in Roma» un’ampia licenza a favore del Lippoli. Si ipotizza che il Lippoli gestisse un servizio di lettere (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Alcune letture, tra cui il luogo di partenza e il cognome del destinatario, restano incerte e sono segnalate nelle trascrizioni.
L’indirizzo, in due righe, è rivolto a un cavaliere di Monte San Savino; il testo della lettera occupa il foglio 2 recto. Le immagini comprendono anche il sigillo di chiusura e la filigrana della carta.
1746 11 12 per Monte San Savino — Bi-foglio ripiegato in 9 — foglio 1 recto indirizzo
1746 11 12_ s per Monte San Savino — foglio 2 recto
1746 11 12_1 per Monte San Savino — foglio 1 recto chiusura sigillo CARTACEO oblata rossa
1746 11 12_2 s per Monte San Savino — foglio 1 recto
1746 11 12_3 per Monte San Savino — foglio 1 recto
1746 11 12_4 s per Monte San Savino_filigrana
1746 11 12_5 per Monte San Savino — sigillo CARTACEO oblata rossa
✦ Commento storico e diplomatistico
Il passaggio più interessante riguarda il Lippoli: il mittente chiede che il Commissario ottenga da Roma una licenza di far pagare a Roma quanto il Lippoli deve, «attesa questa posta di lettere che tiene». Il testo mette così in relazione denaro, uffici postali (Cortona e Roma) e un portatore privato.
Monte San Savino, Siena, Cortona e Asinalunga (oggi Sinalunga) sono luoghi toscani. L’assenza di bolli postali si spiega, in via di ipotesi, con l’affidamento del piego a un procaccino (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il sigillo di chiusura è cartaceo (oblata rossa); forma e iconografia restano da determinare. Nella carta si vede una filigrana ovale non ancora identificata. Il commento completo, con le note su sigillo, filigrana e fonti, è nella Parte 2.
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Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5), che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.