Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1722_09_22-da ROMA LEANDRO ORSINI a RIETI per MARIANO CLARELLI – RARITA’
1722 09 22_2 s da ROMA LEANDRO ORSINI a RIETI per MARIANO CLARELLI - RARITA' Foglio 1 Verso Testo lettera
✦ Presentazione
Roma, 22 settembre 1722. Leandro Orsini scrive all’Abate Mariano Clarelli, a Rieti, per aggiornarlo su alcuni “luoghi di monte” — quote di debito pubblico pontificio — e sui relativi frutti. Sul sigillo di chiusura, una rarità: un’impronta compatibile con il blasone di uno dei più antichi casati della nobiltà romana.
Il testo cita un “luogo” intero e una frazione di 32/100 di un “luogo di monte annesso”, oltre ai frutti relativi ai mesi di luglio e agosto — terminologia tecnica dei Monti pubblici romani, forma di investimento largamente diffusa fra la nobiltà e il patriziato romano del Sei-Settecento. Se l’ipotesi di attribuzione al casato Orsini (Duchi di Bracciano e Conti di Tagliacozzo) sarà confermata, il sigillo costituisce un raro esempio di blasone gentilizio di primissimo piano su un piego di corrispondenza privata.
Piego ripiegato in 12, indirizzo, chiusura con sigillo, e il testo integrale della lettera.
✦ Commento storico e diplomatistico
Un piego di gestione finanziaria che chiude idealmente la serie “Corrispondenza Clarelli — Roma → Rieti”, con un dettaglio araldico di rilievo sul sigillo di chiusura.
Il documento si inserisce nel filone della gestione patrimoniale della famiglia Clarelli, qui con un interlocutore esterno — Leandro Orsini — che sembra agire come intermediario finanziario per conto dell’Abate Mariano Clarelli. I tre pieghi della serie coprono un arco di circa tre anni (1719-1722) e tracciano diversi aspetti della vita di Mariano Clarelli: mittente da giovane nel 1719, poi Abate destinatario di corrispondenza giudiziaria (1721) e finanziaria (1722).
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gabrieleguglielmi.org
Documento originale: Collezione privata Gabriele Guglielmi.
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6), che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Crediti immagini: Colnect, ibolli.it, PALANTIR.
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
Di GABRIELE GUGLIELMI
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.
Il dubbio della Professoressa Simona Lanzi è ben fondato. Ho passato la palla a Chat-GPT chiedendo: “Leandro Orsini vissuto nel XVIII secolo fa parte della famiglia di principi e papi?” Ecco la risposta: “Sì, probabilmente sì, ma con una distinzione importante: il semplice cognome Orsini non basta da solo a provare l’appartenenza al ramo principesco-papale. Nel caso del Leandro Orsini che compare nella lettera del 1722 da Roma a Rieti, il contesto rende però l’ipotesi molto plausibile.
La famiglia Orsini è effettivamente una delle grandi casate romane, con rami principeschi e con tre papi: Celestino III, Niccolò III e Benedetto XIII. Treccani/)
Nel Settecento la famiglia era ancora pienamente inserita nell’aristocrazia romana e pontificia. Un Leandro Orsini attivo a Roma nel 1722, che scrive a un abate riguardo a luoghi di monte o affari finanziari pontifici, è quindi compatibile con un membro o un esponente collegato alla casata Orsini. Tuttavia, per dire con certezza che fosse del ramo principesco diretto servirebbe un riscontro genealogico specifico: per esempio un titolo, una parentela documentata, uno stemma, una firma completa o un riferimento d’archivio.
In sintesi: | Domanda | Risposta |
| Gli Orsini sono la famiglia di principi e papi? | Sì. |
| Un Leandro Orsini del XVIII secolo può appartenervi? | Sì, è plausibile. |
| È provato solo dal nome sulla lettera? | No. |
| Serve una verifica genealogica? | Sì, soprattutto per stabilire il ramo. |
La formula prudente da usare in una scheda collezionistica sarebbe:
> Leandro Orsini, verosimilmente appartenente o collegato alla nobile famiglia romana Orsini, casata principesca e papale; attribuzione genealogica specifica da verificare.
Per renderla più forte si potrebbe aggiungere:
> Non è ancora identificato con certezza il ramo familiare di appartenenza.”
Vengono citate 9 fonti, la prima ovviamente è questo articolo, oltre a Treccani e a Wikipedia, c’è il libro di Elisabetta Mori, L’Archivio Orsini. La famiglia, la storia, l’inventario, Roma, Viella 2016 –
Sottoporremo il quesito a Elisabetta Mori la quale ha già chiarito un dubbio per un precedente piego in collezione: il piego spedito il 25 novembre 1596 dal Cardinale Marcantonio Colonna, Prefetto della Congregazione dell’Indice dei Libri Proibiti https://gabrieleguglielmi.org/2026/06/05/lettera-prefilatelica-da-roma-a-civita-castellana-25-novembre-1596-gia-datata-1546/
Il nome non mi dice niente e non risulta nelle tavole genealogiche. In mancanza di elementi e sulla base del solo cognome tenderei ad escludere una parentela.
Non sono riuscita a sapere se Leandro Orsini è un principe Orsini
Il dubbio della Professoressa Simona Lanzi è ben fondato. Ho passato la palla a Chat-GPT chiedendo: “Leandro Orsini vissuto nel XVIII secolo fa parte della famiglia di principi e papi?” Ecco la risposta: “Sì, probabilmente sì, ma con una distinzione importante: il semplice cognome Orsini non basta da solo a provare l’appartenenza al ramo principesco-papale. Nel caso del Leandro Orsini che compare nella lettera del 1722 da Roma a Rieti, il contesto rende però l’ipotesi molto plausibile.
La famiglia Orsini è effettivamente una delle grandi casate romane, con rami principeschi e con tre papi: Celestino III, Niccolò III e Benedetto XIII. Treccani/)
Nel Settecento la famiglia era ancora pienamente inserita nell’aristocrazia romana e pontificia. Un Leandro Orsini attivo a Roma nel 1722, che scrive a un abate riguardo a luoghi di monte o affari finanziari pontifici, è quindi compatibile con un membro o un esponente collegato alla casata Orsini. Tuttavia, per dire con certezza che fosse del ramo principesco diretto servirebbe un riscontro genealogico specifico: per esempio un titolo, una parentela documentata, uno stemma, una firma completa o un riferimento d’archivio.
In sintesi: | Domanda | Risposta |
| Gli Orsini sono la famiglia di principi e papi? | Sì. |
| Un Leandro Orsini del XVIII secolo può appartenervi? | Sì, è plausibile. |
| È provato solo dal nome sulla lettera? | No. |
| Serve una verifica genealogica? | Sì, soprattutto per stabilire il ramo. |
La formula prudente da usare in una scheda collezionistica sarebbe:
> Leandro Orsini, verosimilmente appartenente o collegato alla nobile famiglia romana Orsini, casata principesca e papale; attribuzione genealogica specifica da verificare.
Per renderla più forte si potrebbe aggiungere:
> Non è ancora identificato con certezza il ramo familiare di appartenenza.”
Vengono citate 9 fonti, la prima ovviamente è questo articolo, oltre a Treccani e a Wikipedia, c’è il libro di Elisabetta Mori, L’Archivio Orsini. La famiglia, la storia, l’inventario, Roma, Viella 2016 –
Sottoporremo il quesito a Elisabetta Mori la quale ha già chiarito un dubbio per un precedente piego in collezione: il piego spedito il 25 novembre 1596 dal Cardinale Marcantonio Colonna, Prefetto della Congregazione dell’Indice dei Libri Proibiti https://gabrieleguglielmi.org/2026/06/05/lettera-prefilatelica-da-roma-a-civita-castellana-25-novembre-1596-gia-datata-1546/
Elisabetta Mori
questo Leandro usa un sigillo? … Hai trovato uno stemma?
Sigillo
Il nome non mi dice niente e non risulta nelle tavole genealogiche. In mancanza di elementi e sulla base del solo cognome tenderei ad escludere una parentela.
Lo stemma non è orsini.
Sembrerebbe un procacciatore di investimenti
Non mi sembra nemmeno uno stemma nobiliare
Elisabetta Mori