Cos’è oggi la Reichswerke Hermann Göring
Un passo indietro, si parte dalla busta paga rilasciata nel Febbraio 1945 dalla Reichswerke Hermann Göring di Donawitz al prigioniero “34008 Detto Giovanni”

Mappa del Gruppo Reichswerke Hermann Göring (R.W.H.G.) e la sua evoluzione nel dopoguerra, in alto a destra è visibile la Voestalpine (Aggiornamento Aprile 2025. Elaborazione di Gabriele Guglielmi)
La Reichswerke Hermann Göring fu un conglomerato che, tramite la controllata Steyr-Daimler-Puch AG dopo il 1944, avviò con Porsche una produzione sotterranea di componenti per razzi e missili in caverne e tunnel adattati nei pressi di Gmünd e St. Blasen, in Carinzia.
Tali gallerie, oggi note come “Porsche Tunnel”, erano parte di una rete di impianti destinati alla produzione di armi segrete del Reich, tra cui parti per il razzo V1 e per il motore del V2.
Furono impiegati prigionieri di guerra e lavoratori forzati, reclutati tramite l’organizzazione SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt (WVHA).

Lettera intestata Westmark Reichswerke Hermann Göring_affrancata 12 p. Catalogo Unificato n. 30 Occupazione Lorena_del 9 giugno 1941 da HAYINGEN_Zona occupata Alasazia e Lorena_a Arbeitsamt DIEDENHOFEN
Dalla Home Page di voestalpine Stahl Donawitz Produzione in acciaio con una storia impressionante
“voestalpine Stahl Donawitz GmbH si trova nel cuore dell’industria austriaca del ferro e dell’acciaio, dove possiamo guardare indietro a più di 140 anni di esperienza tecnica – dove l’innovazione ha una lunga tradizione. Perché la produzione di acciaio è la nostra passione . . .“

(Fonte, GIOVANNI NELLA FABBRICA DI GOERING (Ventura Edizioni Senigallia)
Questo è il logo della Reichswerke Hermann Göring (R.W.H.G.) che diede il benvenuto in acciaieria a migliaia di lavoratori coatti. Tanti erano gli IMI come Giovanni Detto. Il medesimo logo che, fino al 2007, era esposto all’ingresso della voestalpine Stahl Donawitz GmbH

2013 12 03 affrancatura meccanica blu busta commerciale PRIORITY da voestalpine Stahl, vostalpine-Strasse 4020 LINZ
In una “cassetta, in soffitta da allora, c’era un diario, un resoconto puntuale di cosa, come e a che ora, è successo l’8 settembre 1943 “la radiocronaca -alle 20- del messaggio di Badoglio” vissuta “con apprensione accasciante” sul precipizio della metamorfosi che lo trasformerà in disarmato, prigioniero, “deportato”, IMI n° 31478, “libero lavoratore” n°34078, libero!

E’ il diario di Giovanni Detto che, grazie al figlio Ernesto, oggi è un libro: GIOVANNI NELLA FABBRICA DI GOERING (Ventura Edizioni Senigallia)
Nella cassetta con quel diario c’erano fotografie e documenti, alcuni pubblicati nel libro, ne ho scelto uno: la busta paga (Lohausfstellung) emessa dalla Reichswerke Hermann Göring di Werk: Donawitz del Febbraio 1945 rilasciata a “34008 Detto Giovanni”.

Commento: con precisione teutonica pure la trattenuta per il contributo coatto al sindacato
Oltre agli ulteriori approfondimenti sulle aziende che compaiono nella Mappa del Gruppo Reichswerke Hermann Göring (R.W.H.G.), ecco un focus particolare su uno dei “vizi” di Hermann Wilhelm Göring.
Fu un “Appassionato collezionista d’opere d’arte, Göring fu il principale ispiratore della minuziosa opera di spoliazione del patrimonio artistico dei vari paesi occupati.”
Fu attivo contro la “VERLORENEN GENERATION”, Artisti che furono perseguitati nel Terzo Reich, interdetti dal lavoro, costretti all’esilio finanche assassinati nei campi di sterminio.
Proprio a Salisburgo è il “Museo d’Arte della Generazione Perduta”. Museo fondato da Heinz Böhme, che raccoglie dipinti di artisti le cui vite ed opere furono considerate “degenerate” sotto il regime nazionalsocialista.

(Immagine tratta dalla presentazione del 6 ottobre 2024 al Tavolo dei «POSTALI»
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/
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Sempre molto affascinato le tue ricerche.
Bravo
Sempre documentato e informato, bravo Gabriele.