Villa Zweig museo della Memoria

Austria FDC Mi 3030 Modern Art - Painting - Marie-Louise von Motesiczky - Self-Portrait - 2012 – affrancata Marie-Louise von Motesiczky - Self-Portrait 62 ct - Euro cent - Catalogo Stanley Gibbons AT 3184
Austria FDC Mi 3030 Modern Art - Painting - Marie-Louise von Motesiczky - Self-Portrait - 2012 – affrancata Marie-Louise von Motesiczky - Self-Portrait 62 ct - Euro cent - Catalogo Stanley Gibbons AT 3184

Suggerimento “risarcitorio” Trasformare Villa Zweig in un museo della Memoria dedicato ai lavoratori coatti in aziende oggi austriache, in quelle di Porsche/Volkswagen … e (perché no?)  ai tanti schiavi che lavorarono e morirono nei tunnel

25 agosto 1922, cartolina da Salisburgo, in primo piano la chiesa di «St. Andrà». Qualcuno ha tolto i francobolli, è quindi nullo l’interesse filatelico, intrigante invece quello storico-postale. Chissà che chi scrive ad Ally Porsche di Kapfenberg non sia salito sulla Kapuzinerberg e abbia visitato i dintorni del Paschinger Schloss, in quell’anno ancora abitato da Stefan Zweig e l’ondata antisemita nazista sembrava lontana.

Nell’ambito della campagna ” Contro lo spirito antitedesco, tra il 10 maggio e il 21 giugno 1933, in Germania si tennero roghi pubblici di libri.

 La selezione delle opere da bruciare si basava sulle cosiddette “liste nere” compilate dal bibliotecario Wolfgang Herrmann. Stefan Zweig è l’ultimo della lista nera, in rigoroso ordine alfabetico, del 1933.

Stefan Zweig svendette la Villa nel 1934[1].


[1] La storia dell’indice dei libri proibiti è lunga di secoli. Nelle dispute di qua e di là delle Alpi se ne occupò già il Concilio di Trento, Due alti prelati per un indice


Porsche pare un cognome piuttosto diffuso in Austria.

Dall’albero genealogico dell’Ing. Ferdinand Porsche (1875–1951) non compare alcuna Ally, ma Wolfgang, attuale inquilino della Villa di Zweig, si!


La pagina internet di Salisburgo propone ben 28 Musei, compresi quelli del Wolfgang più famoso, fra questi ce n’è uno che propone storie di vita e artistiche simili a quella di Stefan Zweig dando loro voce e Memoria.

Coppia in un caffè probabilmente Max Beckmann (1884–1950) e sua moglie Quappi (1904–1986)  intorno al 1930

Anna Krueger, “Coppia in un caffè” probabilmente Max Beckmann (1884–1950) e sua moglie Quappi (1904–1986) intorno al 1930

È il “Museo d’Arte della Generazione Perduta” fondato da Heinz Böhme, raccoglie dipinti di artisti le cui vite ed opere furono considerate “degenerate” sotto il regime nazionalsocialista[1].


[1] Per chi volesse approfondire Nazionalsocialismo e Arte degenerata


Lettere e pennellate dal Museo

La generazione perduta

Questi artisti nacquero a cavallo tra il XIX e il XX secolo in quello che allora era l’Impero tedesco, l’Impero austro-ungarico o i territori confinanti con l’Impero russo a est. Le loro attività artistiche, severamente limitate dal regime nazionalsocialista, furono ostracizzate come “degenerate”. Per questo motivo, la maggior parte di questi artisti è sconosciuta al grande pubblico. Erano allievi di noti insegnanti del loro tempo, come Max Liebermann (1847-1935), Max Beckmann (1884-1950), Otto Dix (1891-1969), Lovis Corinth (1858-1925) e Henri Matisse (1869-1954), e spesso erano già all’apice della loro creatività artistica. La presa del potere nel 1933 e il conseguente cambiamento politico portarono a tagli radicali alla vita artistica e culturale. 


Un focus su Marie-Louise von Motesiczky alla quale le Poste Austriache hanno dedicato una FDC (Busta con francobollo e annullo primo giorno di emissione)

Austria FDC Mi 3030 Modern Art – Painting – Marie-Louise von Motesiczky – Self-Portrait – 2012 – affrancata  Marie-Louise von Motesiczky – Self-Portrait 62 ct – Euro cent – Catalogo Stanley Gibbons AT 3184


“Marie-Louise von Motesiczky è considerata un’artista figurativa avvincente del XX secolo per i suoi ritratti straordinariamente semplici, i suoi ritratti inquietanti e le sue nature morte ingegnosamente combinate e simbolicamente ricche.

Nata nel 1906, Marie-Louise Josefine Alice von Motesiczky nacque a Vienna, al tempo del declino della monarchia asburgica.”

1975 01 10- da BIELEFELD a WIEN ART MAX BECKMANN 70 Pf. - Germania - pfennig Emesso il 1974-10-29

“Nel 1920, la giovane artista incontrò il pittore Max Beckmann”

2003 07 24_ da BRIEFZENTRUM a HALLE-Junger Argentinier by Max Beckmann 55 ct 2003-02-13

“Dopo essere tornata a Vienna da Berlino il 13 marzo 1938, il giorno dopo l’annessione dell’Austria al Reich tedesco, lei e sua madre fuggirono nei Paesi Bassi a causa delle sue origini ebraiche. Il fratello di Motesiczky, Karl, rimase in Austria e si unì a un gruppo di resistenza che assisteva gli ebrei in fuga. Trasportò anche clandestinamente fuori dal paese i dipinti di Marie-Louise degli anni ’20 e ’30. Karl arrestato il 13 ottobre 1942, deportato ad Auschwitz, assassinato nel 1943.”

Marie-Louise “emigrò a Londra con la madre”

Lettera del 3 agosto 1986 da BADREICHENHALL_targhetta a COLMAR affrancata con commemorativo da 80 Pf per il centenario della nascita di Oskar Kokoschka (1886-1980)

“A Londra incontrò Oskar Kokoschka, che conosceva da tempo e che viveva anch’egli in esilio in Inghilterra, e lo scrittore Elias Canetti.”

19 luglio 1967 FDC – Cartolina postale primo giorno di emissione, affrancata con 70 CFA – Africa Stati Occidentali – CFA franc –Dahomey– Ritratto di Konrad Adenauer ad opera di Oskar Kokoschka (1886-1980)

“Negli anni Novanta fu redatto un catalogo ragionato e fu istituito il Marie-Louise von Motesiczky Charitable Trust per preservare l’opera dell’artista per il futuro.

Studio della lettura di Elias Canetti (1905-1994) | 1945 Olio su faesite 68,5 x 61 cm (Foto: Hubert Auer © Marie-Louise von Motesiczky Charitable Trust 2024)

Nel 2023, il trust donò quattro delle sue opere al Museum Kunst der Verlorenen Generation. Motesiczky morì il 10 giugno 1996 a Londra e sepolta nella cripta di famiglia nel cimitero di Döbling a Vienna.” (Che per gentile concessione abbiamo potuto pubblicare in questo articolo)

Modello sconosciuto | intorno al 1956 olio su tela 60,5 x 38 cm (Foto: Hubert Auer © Marie-Louise von Motesiczky Charitable Trust 2024)


Museo d’Arte della Generazione Perduta,

un gran bell’esempio concreto di “Memoria al futuro”

una opportunità per Salisburgo di valorizzare: Kapuzinerberg, Paschinger Schloss, Villa Stefan Zweig

Come?

Suggerimento “risarcitorio”,

anziché il “TUNNEL” Wolfgang Porsche, magari col supporto della Hypo Cultural Foundation , trasformi Villa Zweig in un museo della memoria dedicato ai lavoratori coatti in aziende oggi austriache, in quelle di Porsche/Volkswagen … e (perché no?)  ai tanti schiavi che lavorarono e morirono nei tunnel!


Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/

Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili

5. Continua: Porsche nel tunnel

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

2 commenti

  1. Gentile Gian Antonio Stella,
    ho letto e apprezzato i suoi libri. Non mi faccio sfuggire gli articoli, recensioni comprese che, dal Corriere della Sera, ritaglio e conservo.
    Dopo la visita al Museo della generazione perduta di Salisburgo
    https://verlorene-generation.com/museum/
    allo scopo di offrire alla Memoria un contributo particolare, grazie a quello specifico punto di osservazione rappresentato dalla la Storia postale, ho iniziato ad approfondire anche questo ulteriore terribile aspetto del Nazismo.
    Nei mercatini e on-line ho trovato “capsule del tempo” sopravvissute alla barbarie, quali cartoline, di opere esposte, spedite in occasione delle mostre ancora libere; oppure tracce che riportassero all’artista o all’opera distrutta o dispersa (o trafugata/rivenduta da Goering & Co).
    Tale lavoro di ricerca ha prodotto alcune presentazioni, un video e articoli/post visibili qui
    https://gabrieleguglielmi.org/2024/10/17/nazionalsocialismo-e-arte-degenerata/
    Inoltre, il fatto che Salisburgo sia al tempo stesso sede di questo speciale museo della Memoria, nonché la città dove Herr Porsche intende continuare a fare il bello e il cattivo tempo inventandosi pure il tunnel sotto la casa di un artista fuggito dal Nazismo (della vicenda ne hanno scritto Massimo Gramellini e Paolo Valentino), è una provocazione servita su un piatto d’argento.
    Alla provocazione e rispondo suggerendo di “Trasformare Villa Zweig in un museo della Memoria” particolare.
    https://gabrieleguglielmi.org/2025/10/24/villa-zweig-museo-della-memoria/
    Chissà che il testimone per valorizzare Villa Zweig non passi da un collezionista filatelico proprio a Gian Antonio Stella?
    Un abbraccio in solidarietà
    Gabriele Guglielmi

  2. (Fonte Reuters 11 nov 2025)
    Porsche
    Il gruppo ha inoltre comunicato di stare valutando investimenti nel settore della difesa per diversificare il proprio portafoglio, puntando a beneficiare dell’aumento della spesa pubblica in tale ambito.

    Mentre aziende della difesa come Rheinmetall riempiono i propri ordini, l’industria automobilistica tedesca fatica a mantenere la rotta a causa della costosa transizione verso i veicoli elettrici, della forte concorrenza dalla Cina, dei dazi e degli shock alle catene di approvvigionamento.
    Reuters

    …e pure Porsche investirà in armamenti!!!

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