Due alti prelati per un indice

Anno 1546 Bollo a secco nobiliare de "I Colonna"
Anno 1546 Bollo a secco nobiliare de "I Colonna"

Lettera del 25 novembre 1546 inviata dal Cardinale Marcantonio Colonna, si noti il sigillo a secco con lo stemma della casata, al Vescovo di Civitacastellana.

Scipione Bongalli (o Bongallo) fu Vescovo di Civitacastellana dal 24 Novembre 1539 fino alla sua morte che avvenne il 3 Agosto 1564.

Con questa lettera inizia il filo rosso che legherà per la vita i due Prelati, l’“Index librorum prohibitorum”.

Il Cardinale Colonna invita il Vescovo Bongalli ad occuparsi dell’Indice. Entrambi parteciperanno al Concilio di Trento.

Al termine del Concilio, Marcantonio Colonna divenne Prefetto della Congregazione dell’Indice

Una curiosità filatelica. Nell’anno della Liberazione, il 1945, la prima emissione della Repubblica Italiana è la serie “Democratica”.

Ne esiste una varietà sovra-stampata per commemorare un “anniversario rotondo”, il IV Centenario del Concilio di Trento che iniziò il 12 dicembre 1545.

Perché sovra-stampare la prima serie “democratica” di francobolli commemorando proprio il Concilio della Controriforma? C’è chi ci vede un ulteriore “smarcamento liberatorio” dall’oppressore tedesco.


Approfondimenti

Marcantonio Colonna (Roma, 1523 – Zagarolo, 13 marzo 1597)

Nel 1574 abbandonò il governo della sua diocesi e si stabilì a Roma dove prestò servizio presso la Curia.

Fu prefetto della Congregazione dell’Indice, cardinal legato nelle Marche e poi nelle province di Campagna e Marittima.

Dal 9 gennaio 1579 all’8 gennaio 1580 fu Camerlengo del Sacro Collegio. Dal 1591 fu a capo della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Scipione Bongalli (o Bongallo)

Con la riapertura del concilio si recò a Trento, dove arrivò il 29 nov. 1561 con un seguito di quattro persone.

Numerosi e spesso molto ampi furono i suoi interventi su: la formazione dell’Indice, il diritto di visita dei vescovi nei confronti degli esenti, la concessione ai laici della comunione sotto le due specie, il problema dei matrimoni clandestini.

La conclusione del concilio non lo vide tra i presenti.

“Il clima di Trento gli aveva procurato “certe freddure nel braccio manco” che facevano temere di peggio.

Nel novembre 1563, chiese di lasciare la città: l’intercessione del cardinal Madruzzo, alla cui ombra si era costantemente mosso in quegli anni, ed il giudizio favorevole che si dava di lui a Roma, gli facilitarono la concessione del permesso.”

Rientrato nella sua diocesi, vi morì il 3 ag. 1564.

Il Concilio di Trento si svolse in tre momenti separati dal 1545 al 1563 e, durante le sue sessioni, a Roma si succedettero cinque papi (Paolo III, Giulio III, Marcello II, Paolo IV e Pio IV).

Il Concilio si aprì solennemente a Trento il 13 dicembre 1545, III domenica di Avvento, nella cattedrale di San Vigilio, a fare gli onori di casa il principe-vescovo Cristoforo Madruzzo.

Alla morte di Giulio III nel 1555 furono eletti pontefici: Marcello II (al soglio pontificio per solo 23 giorni) e Paolo IV il quale, riponendo poca fiducia nell’assise conciliare, tentò di effettuare una riforma con altri metodi, potenziando il Sant’Uffizio e pubblicando nel 1559 l’Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum), un elenco di testi la cui lettura veniva proibita ai fedeli per via di contenuti eretici o moralmente sconsigliabili.

Vennero infine affidate al pontefice e alla curia romana alcune questioni rimaste in sospeso per la mancanza di tempo: la revisione del breviario e del messale, del catechismo e dell’Indice dei libri proibiti. Con la bolla Benedictus Deus, emanata il 30 giugno 1564, Pio IV approvò tutti i decreti conciliari e incaricò una commissione di vigilare sulla corretta interpretazione e attuazione degli stessi.

1 ottobre 1945

La repubblica italiana nasce il 2 giugno 1946, ma la prima collezione di francobolli della “Repubblica” inizia otto mesi prima, con l’emissione della serie “Democratica”

La serie qui pubblicata è sovra-stampata per commemorare un “anniversario rotondo”, il IV Centenario del Concilio di Trento che iniziò il 12 dicembre 1545 e si concluse, dopo ben diciotto anni, nel 1563.

Perché sovra-stampare la prima serie “democratica” di francobolli commemorando proprio il Concilio della Controriforma? C’è chi ci vede un ulteriore “smarcamento liberatorio” dall’oppressore tedesco.


Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/

Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

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