✦ Presentazione
Roma, 9 settembre 1633 — appena 79 giorni dopo la condanna di Galileo Galilei. Un cardinale che firma «Card. S. Onof[rio]» scrive al Vescovo di Amelia per concedere una licenza di monacazione a Laura Burlaschini, candidata educanda nel monastero di S. Monica. Il documento apre però una questione di attribuzione non banale: il titolo cardinalizio «Sant’Onofrio» fu condiviso, in periodi diversi, da due cardinali della famiglia Barberini.
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📜 Approfondimenti Descrizione e Trascrizioni — Parte 1 |
✦ Immagini e Trascrizioni
Il foglio, ripiegato in otto, reca il testo su una facciata e l’indirizzo sull’altra.
Foglio 1, ripiegato in 8, recto, indirizzo
Foglio 2, verso
✦ Commento Storico e Diplomatistico
Il titolo di Sant’Onofrio fu detenuto formalmente da Antonio Barberini “seniore” (1569–1646, fratello di Urbano VIII) dal 1624 al 1637; un secondo cardinale della famiglia, Antonio Barberini “iuniore” (1608–1671, nipote di Urbano VIII), ebbe titoli diversi. La data di questa lettera rientra nella finestra del seniore, ma il nepotismo curiale dell’epoca e casi di continuità del titolo oltre la vacanza formale, riscontrati altrove nella Collezione, sconsigliano un’attribuzione basata sulla sola data.
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🔍 Commento e Fonti Analisi storica e bibliografia — Parte 2 |
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Documento originale: Collezione privata Gabriele Guglielmi
Scheda paleografica e commento a cura di Gabriele Guglielmi, con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6)
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
