Capsule del tempo. Antichi documenti, manoscritti, pieghi e lettere si aprono con le loro storie. Storia postale e paleografia dalla collezione di Gabriele Guglielmi.
1698_03_20-per Badia San Salvatore
1698 03 20_6 per Badia di San Salvatore sigillo ceralacca rossa
✦ Presentazione
«6 di Marzo» di un anno che si legge 169[5?]: un funzionario scrive al direttore di una badia per organizzare un processo. Un piego ripiegato in nove parti, chiuso da un sigillo in ceralacca rossa con impronta araldica, senza marche postali né tassa. A matita, in epoca moderna, una data diversa: «20 03 1698».
Il testo è una lettera d’ufficio: chi scrive trasmette una lettera «inclusa» di un Auditore e chiede di verificare se occorra istruire un processo a carico di un certo don Gentile Liberati, di Capradosso. Domanda inoltre che la donna interessata sia fatta venire e riconosciuta da due «mammane», per avere il «Corpo del delitto», e che le si chieda se intenda presentare querela.
Luogo di partenza, nomi e ultima cifra dell’anno restano di lettura incerta. L’identificazione della Badia con San Salvatore Maggiore, presso Concerviano (Rieti), è un’ipotesi da verificare, non un dato accertato.
Otto immagini del piego: l’indirizzo, le due facciate della lettera, il sigillo in ceralacca rossa e i dettagli del bi-foglio ripiegato.
1698 03 20 s per Badia di San Salvatore — bi-foglio ripiegato in 9 a pacchetto · Foglio 1 recto indirizzo
1698 03 20_ s per Badia di San Salvatore — foglio 2 recto
1698 03 20_1 s per Badia di San Salvatore — Foglio 2 verso
1698 03 20_2 s per Badia di San Salvatore — foglio 1 recto sigillo chiusura ceralacca rossa
1698 03 20_3 s per Badia di San Salvatore — foglio 1 recto
1698 03 20_4 s per Badia di San Salvatore — foglio 1 verso
1698 03 20_5 s per Badia di San Salvatore — foglio 1 recto
1698 03 20_6 per Badia di San Salvatore — sigillo ceralacca rossa
Trascrizione normalizzata (lettura provvisoria): «Dall’acclusa del Signor Auditore Sardin[i?] Vostra Signoria si compiacerà di vedere se occorre fabbricare il processo che il Signor Don Gentile Liberati [?] da Capradosso [?] […]. […] fare venire a sé la donna [pretesa?] stuprata, al fine di farla riconoscere da due mammane, per avere in tal modo il corpo del delitto a fondamento del processo, e di richiederla inoltre se intende di sporgere o no la querela contro esso Signor Don Gentile […]. [luogo ???], 6 marzo 169[5?]». Diverse righe e la firma sono di lettura incerta. Testo completo, diplomatico e normalizzato, nella Parte 1.
✦ Commento storico e diplomatistico
Una lettera d’ufficio in materia giudiziaria, con un sigillo araldico non ancora identificato e un problema di datazione ancora aperto.
La data. La lettera dice «6 di Marzo» e un anno che si legge 169[5?]; la matita moderna dice «20 03 1698». Nella Collezione il piego è catalogato come 1698 03 20; la verifica è fra i punti aperti per la v2.
Il sigillo e il recapito. Il piego è chiuso da un sigillo in ceralacca rossa con scudo [?] inscritto in un cerchio; non sono visibili marche postali né tassa. Si ipotizza un recapito per mano di un messo (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
La Badia. Una fonte consultata riferisce la soppressione dell’abbazia di San Salvatore Maggiore nel 1629: la coerenza con un indirizzo del 1695 resta da chiarire. Lettori ed esperti sono invitati a segnalare riscontri. Fonti e bibliografia nella Parte 2.
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Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento è la collezione Gabriele Guglielmi e/o gabrieleguglielmi.org — per i francobolli si ringraziano le piattaforme Colnect e ibolli.it. Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili pure da PALANTIR.
Di GABRIELE GUGLIELMI
“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale?
Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche.
I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia.
Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene.
Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé.
Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.