✦ Presentazione
L’11 giugno 1622 il vescovo Angelo Gozzadini scrive da Roma al suo Vicario a Civita Castellana, Ottavio Mellonio, con un ordine preciso: sospendere un procedimento contro un certo Pietro Paolo Romani, coinvolto in una controversia con Antonio Paradisi. “La buona intentione di questo parte merita più presto premio che pena”, scrive il vescovo — e chiede al Vicario di fermarsi, salvo prove contrarie.
✦ Immagini e Trascrizioni
Il piego e il sigillo del vescovo Angelo Gozzadini.
Il piego
Il sigillo
m’hà risposto, che nella causa trà Antonio Paradisi, et
Pietro Paolo Romani vorrò per dividerli, acciò trà loro
— trascrizione completa nella Parte 1 —
✦ Commento storico e diplomatistico
Angelo Gozzadini (1573–1653), eletto vescovo di Civita Castellana e Orte il 25 ottobre 1621 dal cardinale Alessandro Ludovisi — diventato papa Gregorio XV pochi mesi prima — interviene qui non su una questione dottrinale, ma su un caso giudiziario concreto: ordina al proprio Vicario di fermarsi nei confronti di un imputato la cui “buona intentione” merita, a suo giudizio, clemenza.
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Documento originale: Collezione privata di Storia Postale di Gabriele Guglielmi — gabrieleguglielmi.org
Integrazione di trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con l’utilizzo di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6, che si autodefinisce “progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona”)
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