Nel 1743 il Tesoriere chiedeva di continuare a raccomandarlo al Signore. Nel 2026 il paniere resta senza nome per 40 titoli su 50

1743 09 18 s da Roma a Magliano Foglio 1 Recto Indirizzo
1743 09 18 s da Roma a Magliano Foglio 1 Recto Indirizzo

Piego con lettera del Tesoriere, Roma, 18 settembre 1743, diretto a Magliano
Roma → Magliano, 18 settembre 1743 – piego con lettera del “Tesoriere” – collezione Gabriele Guglielmi. Leggi l’articolo sul piego.
Articolo n.16 della serie «La Cruna di Morningstar», il monitoraggio mensile degli indici IOR–Morningstar Catholic Principles. Indice della serie · Tabelle progressive aggiornate

Apertura: il Tesoriere ringrazia

Roma, 18 settembre 1743. Un prelato di curia, da poco investito della carica di “Tesoriere”, risponde all’arcidiacono di Magliano che si è congratulato con lui e si è informato della sua salute. Ringrazia, poi chiede una cosa sola: continuare a raccomandarlo al Signore. Quando si maneggiano i conti del Papa, un po’ di preghiere non guastano.

Il piego è nella mia collezione e l’ho pubblicato il 12 ottobre. Un attento lettore ha aggiunto un tassello: il mittente, che leggevamo con incertezza “G. B. Mesmer”, sarebbe Giovan Battista Mesmer, nominato da Benedetto XIV tesoriere generale nel settembre 1743 al posto di Mario Bolognetti, appena elevato alla porpora. La data della lettera coincide con quel passaggio di consegne.

Tabelle e cosa è cambiato

Dati Morningstar al 31 ottobre 2026 (W10), dagli screenshot delle due pagine (Eurozone e US), a confronto con la rilevazione di settembre (W09). Struttura invariata: 50 titoli azionari per indice; top 10 al 38% (Eurozone) e al 43% (US) del portafoglio; donne nei consigli 40% e 35%, nei vertici 18% e 28%, come a settembre. Consulta il database completo aggiornato.

Eurozone

Pos.AziendaSettembreOttobre (W10)Variazione
1SAP SE5,27%6,13%+0,86 pp
2ASML Holding NV5,52%4,99%−0,53 pp
3Deutsche Telekom AG4,80%4,90%+0,10 pp
4Allianz SE3,26%3,51%+0,25 pp
5DHL AG3,11%3,27%+0,16 pp
6Vinci SA3,08%3,19%+0,11 pp
7UniCredit SpA3,45%3,11%−0,34 pp
8argenx SE3,09%3,01%−0,08 pp
9Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA3,42%2,97%−0,45 pp
10Banco Santander SA3,35%2,81%−0,54 pp
Totale top 1038,35%37,89%−0,46 pp

US

Pos.AziendaSettembreOttobre (W10)Variazione
1Tesla Inc5,09%5,99%+0,90 pp
2Apple Inc4,67%5,04%+0,37 pp
3Visa Inc Class A3,78%4,54%+0,76 pp
4JPMorgan Chase & Co4,05%4,31%+0,26 pp
5Broadcom Inc4,40%4,26%−0,14 pp
6NVIDIA Corp4,45%4,16%−0,29 pp
7Micron Technology Inc4,70%4,07%−0,63 pp
8The Home Depot Inc3,21%3,88%+0,67 pp
9Coca-Cola Co3,01%3,43%+0,42 pp
10Mastercard Inc Class Afuori3,32%rientro
—Intel Corp (uscita)3,24%fuoriuscita
Totale top 1040,60%43,00%+2,40 pp

Eurozone. Nessun ingresso e nessuna uscita: la top 10 è la stessa di settembre, come era accaduto soltanto ad agosto. Cambia l’ordine in vetta: SAP torna al primo posto con il 6,13% (+0,86 pp, il suo massimo) e ASML scende al secondo con il 4,99% (−0,53 pp), dopo il rialzo record di settembre; Deutsche Telekom resta terza al 4,90%. Financial Services rimane a quattro titoli su dieci, ma il peso delle tre banche cala: UniCredit 3,11% (−0,34 pp), BBVA 2,97% (−0,45 pp, mai così in basso) e Santander 2,81% (−0,54 pp), il peso più basso mai registrato da un titolo nella top 10 del fondo. Allianz, al contrario, sale al 3,51% (+0,25 pp). La top 10 vale il 37,89% del fondo, il livello più basso da aprile.

US. Cambia un solo titolo: esce Intel (3,24% a settembre), tornata in top 10 per un solo mese; rientra Mastercard (3,32%), che nella top 10 era stata solo a luglio. Tesla sale al 5,99% (+0,90 pp), il suo massimo e il secondo peso più alto dell’intera serie US dopo il 7,59% di Micron a maggio; Micron, invece, interrompe la risalita: 4,07% (−0,63 pp), dal secondo al settimo posto. Visa sale al terzo posto (4,54%, +0,76 pp) e JPMorgan dal sesto al quarto (4,31%, +0,26 pp): con Mastercard, Financial Services passa da due a tre titoli su dieci e il suo peso complessivo da 7,83% a 12,17%. Technology scende da cinque a quattro titoli (dal 21,46% al 17,53%). La top 10 vale il 43,00% (+2,40 pp), il livello più alto da maggio.

I dati sono fermi al 31 ottobre: non registrano ciò che è accaduto dopo, a cominciare dalle elezioni americane di metà mandato del 3 novembre, né come ha reagito la Borsa. Tesla pesa il 5,99% oggi; come apparirà nella rilevazione di novembre, dopo queste settimane, lo dirà la prossima tabella.

La colonna ESG Risk Rating Assessment è ancora «—» per tutti e venti i titoli.

Contraddizioni sotto la lente: il Tesoriere e il direttore generale

Il 10 febbraio 2026, presentando i due indici, Giovanni Boscia, allora CFO dello IOR, dichiarava che benchmark costruiti secondo criteri etici cattolici riconosciuti permettono di rendere “ancora più rigorosi e trasparenti” i processi dell’Istituto. Dal 1° ottobre è direttore generale al posto di Gian Franco Mammì, come annunciato a luglio.

Di ciascun indice il pubblico vede dieci titoli su cinquanta, tra il 38 e il 43% del portafoglio; gli altri quaranta, tra il 57 e il 62%, non hanno nome.

Il rigore è questione di giudizio, la trasparenza si può contare.

Sappiamo il nome del direttore generale. Non sappiamo i nomi di 40 titoli su 50 per ciascun indice. Dal nuovo vertice ci si aspetta una risposta a due domande semplici: qual è la soglia, e dove sono gli altri quaranta?

Restano non sciolti i nodi sollevati in ben 15 articoli (qui riassunti), e resta apertissima la contraddizione sulle armi e sul ruolo delle banche: l’indice guarda ai ricavi diretti, con una soglia che lo IOR non rende nota, non al credito che le banche del paniere concedono all’industria bellica.

Documento originale: Collezione privata Gabriele GuglielmiUn ringraziamento speciale a Massimo De Tommaso per la segnalazione su Giovan Battista Mesmer

Con il supporto di Claude Sonnet 5.5 (Anthropic).

Fonti: Vatican News, nomina di Boscia (luglio 2026); Infovaticana, rinnovo dei vertici dello IOR (16 luglio 2026); Treccani, DBI, voce Mesmer, Giovanni Battista; Cathopedia, Tesoriere generale della Camera Apostolica; articolo sul piego del 12 ottobre; indice della serie; tabelle progressive; comunicato IOR del 10 febbraio 2026 (ior.va).

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

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