Via D’Amelio

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Via Mariano D’Amelio monumento vivente contro la mafia

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Oltre che a Roma, dove fu primo Presidente di Cassazione dell’Italia unificata, a Mariano D’Amelio sono state dedicate strade a Napoli, città natale, a Palermo, resa tristemente famosa per l’attentato mafioso del 19 luglio 1992. 

Nella buca lasciata dall’esplosione di Via D’Amelio, per iniziativa della signora Maria Pia Lepanto, mamma del giudice Borsellino, venne piantumata una piantina di olivo proveniente da Betlemme. L’iniziativa si realizzò grazie alla solidarietà del Movimento per la Pace delle Donne in Nero palestinesi ed israeliane

Via Mariano D’Amelio monumento vivente contro la mafia

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Al civico 19 una lapide ricorda le vittime: Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Vicenda oscura, opaca, “depistata” da subito, contornata di incognite quale la sparizione dell’agenda rossa, che continua a riservare sorprese. 

A luglio 2024 è iniziato un processo contro 4 ex poliziotti accusati di aver ostacolato le indagini. I figli di Borsellino hanno citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il Viminale per responsabilità civile.

Giugno 2025 la Procura di Caltanissetta ancora alla ricerca dell’agenda rossa fa perquisire, post mortem, le case di chi indagò, 

Tinebra, forse massone, cui pare sia stata consegnata da La Barbera.

Gli approfondimenti in calce, continuiamo a osservare attentamente gli sviluppi.

Un approccio filatelico, storico postale.


L’interessante presentazione  Eroi dei nostri tempi, uccisi dalla mafia di Giovanni Di Cecio, Presidente Circolo Filatelico PANORMOS, Palermo, è un Excursus storico-filatelico sulle vittime di mafia. (A pagina 6 un focus sulle stragi di Capaci e di Via D’Amelio)

(Mario) Mariano D’Amelio, divenuto tristemente famoso per la strage di mafia avvenuta a Palermo nella via a lui dedicata, in un periodo storico piuttosto complicato dell’Italia è stato un importante giurista .

Lettera autografa del 7 luglio 1938 su carta intestata “Corte di Cassazione Del Regno – Il Primo Presidente” in arrivo a Torno il 9 

“la nuova dignità conferitami” è probabilmente la nomina a Ministro che avvenne poche settimane prima dell’introduzione delle leggi razziali che, per circostanze familiari derivanti dal proprio matrimonio, toccarono D’Amelio da vicino.


Per chi volesse approfondire

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Mariano D’Amelio

https://www.treccani.it/enciclopedia/mariano-d-amelio_%28Dizionario-Biografico%29

La legge del 24 marzo 1923 soppresse le cinque corti di cassazione regionali (Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Torino), istituendo la Corte suprema di cassazione unica del Regno in Roma, con due sezioni civili e due penali, D’Amelio ebbe l’incarico di presiedere la nuova Cassazione unificata, succedendo a Ludovico Mortara.

La Cassazione portava un contributo determinante alla formazione del diritto sindacale e di gran parte del diritto del lavoro, in specie con un’ampia giurisprudenza sull’impiego privato, cui la corte imprimeva uno spirito di generale favore per il prestatore d’opera e di rigore verso il datore di lavoro.

 “cautissimo con il fascismo”… anche in contrappunto con le posizioni di Rocco, la matrice conservatrice e cattolica, fondamentalmente estranea all’ideologia fascista. 

Attivo però negli alti quadri dello Stato tardoliberale durante le crisi internazionali del nuovo secolo, a tale retroterra sono da rapportare certe evidenti infiltrazioni nazionaliste ed imperialiste la cui presenza rende questa classe dirigente disponibile a fiancheggiare una politica mussoliniana che faceva appello alle frustrazioni politiche dei dopoguerra e dalle istanze di rinnovato ordine ed efficienza dell’apparato statale e produttivo, per una politica più rigorosa in campo internazionale. 

D’Amelio approfondì temi di unificazione legislativa: sul regolamento della navigazione aerea, sull’applicazione uniforme dei principi di diritto commerciale internazionale, sulla protezione internazionale delle comunicazioni radioelettriche, sulla unificazione del diritto delle assicurazioni private, sulle convenzioni internazionali di diritto marittimo.

Senatore dal 1° gennaio 1924 e vicepresidente del Senato durante la XXVIII legislatura, la sua voce fu tra quelle che inneggiarono agli accordi lateranensi, e come presidente della Cassazione operò perché a questi fosse data la più ampia applicazione. Dal 1938 fu ministro di Stato. 

Nel maggio 1934 il D’Amelio succedeva a V. Scialoja nella presidenza dell’Istituto internazionale per l’unificazione del diritto privato fondato nel 1924 come organismo ausiliario della Società delle nazioni. Reggerà la direzione dell’istituto fino al 1943 ed il suo impegno sarà determinante nel periodo critico seguito all’uscita dell’Italia dalla Società delle nazioni (1936) ed alla denuncia dell’accordo in base al quale l’istituto era sorto.

Riuscì a far votare dal Consiglio di direzione una delibera per conservare in vita l’istituto nell’interesse della scienza e della cooperazione fra gli Stati (1939). Inviato per iniziativa del governo italiano a tutti gli Stati membri e non della Società delle nazioni con l’invito ad aderirvi, lo statuto entrava in vigore nel 1940 in base all’adesione di ventisei Stati, consentendo all’istituto di sopravvivere e di riprendere la sua attività dopo la guerra, anche accrescendo notevolmente il numero degli aderenti.

Fra le leggi uniformi promosse si annoverano: quelle sulla formazione dei contratti per corrispondenza, sulla responsabilità degli albergatori per perdita o danneggiamento di bagagli di clienti, sulla responsabilità civile e le assicurazioni obbligatorie degli automobilisti, sull’arbitrato nei rapporti internazionali di diritto privato. Ed ancora, i progetti di convenzione per l’esecuzione all’estero delle obbligazioni alimentari e per la protezione di diritti connessi al diritto d’autore. Fra i pareri forniti alla Società delle nazioni si segnalano i progetti di convenzione relativi alla cambiale ed allo chèque.

 La strage di via D’Amelio

https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_D%27Amelio

 La strage di via D’Amelio fu un attentato di stampo terroristico–mafioso avvenuto domenica 19 luglio 1992, all’altezza del numero civico 19 di via Mariano D’Amelio a Palermo. Morirono il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo, che al momento dell’esplosione stava parcheggiando una delle auto della scorta.

L’agenda rossa di Paolo Borsellino 

https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/06/26/lagenda-rossa-di-borsellino-cercata-in-casa-di-tinebra_080080f0-8659-4efd-bd69-cadb63515cab.html

L’agenda rossa di Paolo Borsellino cercata, ma non ritrovata, in tre case dell’ex procuratore di Caltanissetta, Giovanni Tinebra: due in provincia di Caltanissetta, la terza ad Acicastello, alle porte di Catania.

https://www.rainews.it/articoli/2025/06/la-barbera-consegno-lagenda-rossa-a-tinebra-perquisite-le-case-dei-parenti-del-giudice-e7bb6c03-e34e-471a-a349-4686a378e599.html“La Barbera consegnò l’agenda rossa a Tinebra”: perquisite le case dei parenti del giudiceLa consegna sarebbe avvenuta nell’ufficio del poliziotto. Il documento è nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta su via D’Amelio. Il pool guidato da De Luca ha disposto perquisizioni nelle case della vedova e dei figli di Tinebra 26/06/2025 Roberto Ruvolo/Tgr Sicilia

https://tg24.sky.it/cronaca/2025/06/26/borsellino-agenda-rossa-strage-via-damelio-perquisizioniAgenda rossa di Borsellino, perquisite le case dell’ex magistrato Tinebra. Pm: “Era massone”


Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/

Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

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