Incaute Relazioni di politici italiani ed errori filatelici

(1961 04 03 Visita di Stato del Presidente Giovanni Gronchi in Sudamerica serie completa 3 valori)

Incaute Relazioni di politici italiani ed errori filatelici

La storia ufficiale del più famoso errore filatelico di Poste Italiane,“toppa” grigia su macchia rosa, è raccontata qui, Gronchi rosa.

L’anonimo francobollo “grigio” sostituì il ben più noto “ROSA”


Ma …

dalla lettura dell’articolo: Breve storia dei politici italiani e delle loro incaute relazioni con le donne, su il Post di Venerdì 3 aprile 2026

ci è sorto un dubbio, non è che a quell’errore geopolitico di stampa in “rosa” ha contribuito una “porticina”?

(Estratto articolo de il Post)

“Porticine

Durante la Prima Repubblica furono in molti a finire al centro dell’attenzione, a torto o a ragione, per questioni di sesso e donne. Si racconta che Giovanni Gronchi, terzo presidente della Repubblica Italiana, fece costruire una porta secondaria d’accesso al Quirinale per accogliere le sue amanti: «I romani», scrisse il settimanale ABC all’inizio degli anni Sessanta, «parlano spesso della porticina che Gronchi ha fatto aprire su un lato del Quirinale, in via dei Giardini. Si mormora che di lì passino le amicizie femminili del presidente (…). Amicizie che costano al parlamento diversi provvedimenti ad personam», tanto che sui giornali del tempo si diffuse l’espressione “legge Pompadour” (dal nome di Madame de Pompadour, famosa amante del re francese Luigi XV) per indicare provvedimenti o condotte politiche influenzate dalle frequentazioni personali del presidente.”

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Le immagini dei francobolli sono tratte da https://www.ibolli.it/

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Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/

Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili anche da PALANTIR

Di GABRIELE GUGLIELMI

“Sono collezionista di francobolli da oltre 40 anni e non colleziono francobolli. La mia passione sono le lettere intere con le quali posso mostrare la storia” (Rolf –Dieter Wruck), quale migliore definizione della Storia Postale? Collezioniamo Storia postale con quella speciale caratteristica che sono le storie, in questo caso postali, quindi uniche. I francobolli sono stampati in milioni di esemplari, le storie sono uniche quanto le opere d’arte. Non solo perché è quasi impossibile che due buste abbiano gli stessi: timbri, francobolli, date di partenza transito e destinazione … diventano uniche quando raccontano proprio quella storia. Quasi impossibile anche lo scambio, tipico dei collezionisti (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) per completare la collezione, ci si viene incontro focalizzandosi su periodi, luoghi, vie-tragitti, persone … caratteristiche cartacee e di inchiostri … diversi … così che ognuno possa approfondire ciò a cui più tiene. Siamo il contrario di chi ha il bunker con opere d’arte da ammirare tenendole solo per sé. Noi condividiamo in rete immagini, dati e informazioni di tutto questo, a volte minuscolo altre volte importante, patrimonio dell’umanità.

6 commenti

  1. In romagnolo (salvo varianti Ivano Marescotti docet) si dice “‘am so’ anluvì”, traduzione (da “periodo” pasquale) “me ne sono ingolosito”, di poter inserire nella vicenda Conti (Claudia) Piantedosi un filatelico “apostrofo rosa”. Sempre per rispettare, pur laicamente, il “periodo pasquale”, non avendo l’autorizzazione preventiva del MinistroDegliInterniEDelDecretoSicurezza, non ci focalizziamo sullo “sgamato”, bensì sulla Co-Direttrice del Ferrara Film Festival che pare si sia tolta “un sassolino (ovviamente rosa) dai sandalini”. PS da pronunciare rigorosamente con cadenza ferrarese.

  2. Più che una “porticina”, sembra un evergreen della politica: ieri ingressi laterali al Quirinale, oggi canali informali, relazioni opache e decisioni che passano da corridoi poco trasparenti. Cambiano le architetture, non sempre le abitudini. Forse la vera riforma istituzionale, prima ancora delle leggi, sarebbe murare definitivamente queste “porte di servizio”.
    Dio, Patria e Favori

  3. Io non la conosco pur abitando a Ferrara, però la signora mi dà l’idea che abbia un piano d’accumulo, perché s’intrga dappertutto

  4. Sicuramente il “piano di accumulo” è evidente.
    Poi…di solito non si chiede agli altri di chiederci a proposito della nostra vita privata/sentimentale. Nel senso: se capita uno risponde però non è che si vada a preparare la situazione ad hoc. Qui pare sia successo esattamente questo e, come spesso accade, la cosa non è casuale. Secondo me il vero uscire allo scoperto si muove verso una sinergia di status, un modo per rivendicare il proprio posto in un’area di potere superiore, attraverso la “scoperta” della sua relazione col Ministro. Cosa c’è di nuovo? Nulla. Questo movimento che trova tante sponde sociologiche c’è sempre stato, dovunque, a destra, a sinistra, nelle organizzazioni, associazioni… dovunque. Aggiungiamo alla lista dei difetti socialmente conosciuti e tollerati, nostro malgrado. Il fatto più preoccupante è che sono disposto a scommettere che in media l’opinione pubblica si riconosce in questa ipotesi storica ormai talmente normalizzata al punto da essere stimolata e resa utilmente (per la Conte) pubblica 🙂

  5. Corriere della sera 6 aprile 2026
    Claudia Conte: il ristorante di famiglia a San Pietro, i vip, i selfie e i post da avventrice (ma lei è un’azionista)

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