XX settembre 1870 / 8-9 maggio 1945
Da Porta Pia via Parigi … il balzo è di una trentina d’anni. Passando per Alianti, di fatto aquiloni, solo nel 1903 i fratelli Wright volarono a motore e fino a quella svolta i Ballon Monté furono i più affidabili per volare

In tutta Italia si continua a sperimentare il volo, a scherzarci sopra.
E’ del 1911 a Palermo la prova provata di una donna (al) volante

E’ del 9 giugno 1910 una cartolina che da Parma si spiaggia a Riccione,
Ed è del 31 agosto (giorno che contadini e pescatori evidenziano sul calendario di Frate Indovino per verificare se il Sole tramonterà “nel sacco” – nubi – con conseguente previsione metereologica di un inverno freddo e piovoso) 1911 la cartolina: RIMINI RIUNIONE AVIATORIA (non ancora attrezzata per previsioni meteo).
L’anno seguente il 18 settembre da LA SPEZIA il PRIMO VOLO DI UN IDROVOLANTE, una ventina di anni dopo ci si sposterà più a sud, Orbetello.

Negli anni ‘20 le prime trasvolate “atlantiche”
Il 20 e 21 maggio 1927, a bordo dello Spirit of St. Louis, Lindbergh compirà la prima traversata aerea dell’Oceano Atlantico in solitaria e senza scalo.

Per le immagini storico postali si è optato per gli Zeppelin: con una lettera del primo volo New York – Berlino del primo novembre 1928 e, in particolare, con la cartolina pubblicitaria HAPAG, la principale compagnia navale tedesca, che inizia a cimentarsi col volo.
Perché?

La parola chiave, filo rosso lungo una dozzina di anni che connette aereo, dirigibile e nave, è St. Louis
Il 13 maggio del 1939 un transatlantico della Hapag, il St. Louis, salpò da Amburgo con un carico di 937 persone, quasi tutti ebrei in fuga dall’oppressione nazista. La direzione era Cuba ma, nonostante le promesse ed i tentativi di soluzione del problema, solo alcune decine di persone riuscirono a sbarcare. Rifiutati anche dagli Stati Uniti, la nave ritornò verso l’Europa e gli ebrei furono divisi tra Olanda, Belgio, Francia e Gran Bretagna. Nei primi tre di questi paesi, occupati dai tedeschi durante la guerra, essi subirono la stessa sfortunata sorte degli altri ebrei e si calcola che circa 600 di essi siano finiti nei campi di sterminio e siano sopravvissuti in pochissimi.
Quando non è citata, la provenienza dell’immagine/documento oggetto postale è la collezione Gabriele Guglielmi e/o sito https://gabrieleguglielmi.org/
Citandone la fonte sono liberamente utilizzabili
