Sigillo cartaceo a secco, filigrana e una lettera del vescovo ai Priori
La chiusura è realizzata con un'oblata (sigillo cartaceo) su cui è impresso a secco, senza cera, uno stemma ecclesiastico. L'impronta è circolare, con bordo perlinato e legenda lungo il giro. La lettura della legenda è parziale: «…ET TUSCANIEN. ALEXANDER [?] DE AB[…]».
Al centro, lo scudo è sormontato da un cappello prelatizio con cordoni e nappe. Sono leggibili una luna crescente e una stella [?] e un campo a losanghe [?].
La legenda («…ET TUSCANIEN.») rinvia alla diocesi di Viterbo e Tuscania. Insieme alla firma «A. Vesc.o di Viterbo», si attribuisce l'impronta ad Alessandro degli Abbati, vescovo di Viterbo e Tuscania (Roma 1681 – Viterbo 1748), nominato il 21 maggio 1731 (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il sigillo si è staccato con un lembo di carta all'apertura del piego. Nelle didascalie le impronte in rilievo del foglio piegato sono registrate come «annullo a secco»: sulle immagini sembrano riprodurre il disegno del sigillo sugli strati sottostanti (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
La carta è vergata, con vergelle e catenelle visibili in controluce. La filigrana (foglio 1 recto, immagine _6) mostra un motivo a cerchi sovrapposti [?], da confrontare con i repertori di filigrane per identificarne il tipo e la cartiera.
Sul recto non compaiono né annulli né tassa. La breve distanza (Bagnaia dista pochi chilometri da Viterbo) e il tono della lettera fanno ipotizzare un recapito a mano, senza passare dalla posta (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Per la serie «Annulli e marche postali» il documento non offre quindi alcun segno da catalogare.
Il vescovo risponde a un foglio dei Priori di Bagnaia a proposito di un certo Bernardo [Baladini / Paladini?]. Comunica che costui è stato licenziato dal servizio del «mio Tribunale» e che, in conseguenza, i Priori restano liberi di fare i passi che giudicano opportuni «per l'indennità e l'onesto publico», cioè, presumibilmente, per la tutela e il decoro della comunità. Si chiude con gli auguri di rito.
Il testo non specifica né la funzione svolta da Bernardo né il motivo del licenziamento. Si ipotizza che i Priori avessero chiesto notizie in vista di una iniziativa nei suoi confronti, e che il vescovo li avverta di non essere più responsabile della sua condotta (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il «Tribunale» è la curia vescovile di Viterbo, con funzioni giudiziarie e di polizia sul clero e su persone al suo servizio. Alessandro degli Abbati era stato nominato vescovo di Viterbo e Tuscania il 21 maggio 1731: la lettera cade quindi a pochi mesi dall'ingresso in diocesi, in un periodo in cui il nuovo vescovo riorganizza la sua curia (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Bagnaia, oggi frazione di Viterbo, era nel Settecento una comunità con propri Priori comunali, in un territorio soggetto al dominio feudale; da verificare quale famiglia ne detenesse il feudo nel 1731.
Nella Collezione non risultano persone o luoghi in comune. Sul piano della chiusura, i confronti possibili sono altri sigilli ecclesiastici o a secco:
Elenco dei riferimenti da consultare; solo la scheda di Catholic-Hierarchy è stata verificata per questo piego.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6).
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