1731_11_17 · Da Viterbo a Bagnaia

Sigillo cartaceo a secco, filigrana e una lettera del vescovo ai Priori

✦ Sigillo e chiusura

Sigillo cartaceo a secco

La chiusura è realizzata con un'oblata (sigillo cartaceo) su cui è impresso a secco, senza cera, uno stemma ecclesiastico. L'impronta è circolare, con bordo perlinato e legenda lungo il giro. La lettura della legenda è parziale: «…ET TUSCANIEN. ALEXANDER [?] DE AB[…]».

Al centro, lo scudo è sormontato da un cappello prelatizio con cordoni e nappe. Sono leggibili una luna crescente e una stella [?] e un campo a losanghe [?].

La legenda («…ET TUSCANIEN.») rinvia alla diocesi di Viterbo e Tuscania. Insieme alla firma «A. Vesc.o di Viterbo», si attribuisce l'impronta ad Alessandro degli Abbati, vescovo di Viterbo e Tuscania (Roma 1681 – Viterbo 1748), nominato il 21 maggio 1731 (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

materiale/tecnica: sigillo cartaceo (oblata) con impressione a secco · forma: circolare · iconografia: araldica (stemma ecclesiastico con cappello prelatizio)

Il sigillo si è staccato con un lembo di carta all'apertura del piego. Nelle didascalie le impronte in rilievo del foglio piegato sono registrate come «annullo a secco»: sulle immagini sembrano riprodurre il disegno del sigillo sugli strati sottostanti (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

✦ Carta e filigrana

La carta è vergata, con vergelle e catenelle visibili in controluce. La filigrana (foglio 1 recto, immagine _6) mostra un motivo a cerchi sovrapposti [?], da confrontare con i repertori di filigrane per identificarne il tipo e la cartiera.

✦ Marche postali e tassazione

Sul recto non compaiono né annulli né tassa. La breve distanza (Bagnaia dista pochi chilometri da Viterbo) e il tono della lettera fanno ipotizzare un recapito a mano, senza passare dalla posta (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Per la serie «Annulli e marche postali» il documento non offre quindi alcun segno da catalogare.

✦ Commento storico e diplomatistico

Il contenuto

Il vescovo risponde a un foglio dei Priori di Bagnaia a proposito di un certo Bernardo [Baladini / Paladini?]. Comunica che costui è stato licenziato dal servizio del «mio Tribunale» e che, in conseguenza, i Priori restano liberi di fare i passi che giudicano opportuni «per l'indennità e l'onesto publico», cioè, presumibilmente, per la tutela e il decoro della comunità. Si chiude con gli auguri di rito.

Il testo non specifica né la funzione svolta da Bernardo né il motivo del licenziamento. Si ipotizza che i Priori avessero chiesto notizie in vista di una iniziativa nei suoi confronti, e che il vescovo li avverta di non essere più responsabile della sua condotta (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

Il mittente e il Tribunale

Il «Tribunale» è la curia vescovile di Viterbo, con funzioni giudiziarie e di polizia sul clero e su persone al suo servizio. Alessandro degli Abbati era stato nominato vescovo di Viterbo e Tuscania il 21 maggio 1731: la lettera cade quindi a pochi mesi dall'ingresso in diocesi, in un periodo in cui il nuovo vescovo riorganizza la sua curia (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

I destinatari

Bagnaia, oggi frazione di Viterbo, era nel Settecento una comunità con propri Priori comunali, in un territorio soggetto al dominio feudale; da verificare quale famiglia ne detenesse il feudo nel 1731.

Confronti con la Collezione

Nella Collezione non risultano persone o luoghi in comune. Sul piano della chiusura, i confronti possibili sono altri sigilli ecclesiastici o a secco:

✦ Fonti e riferimenti per l'approfondimento

Elenco dei riferimenti da consultare; solo la scheda di Catholic-Hierarchy è stata verificata per questo piego.

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Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org

Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6).

Pubblicazione: gabrieleguglielmi.org — contenuti liberamente consultabili e riproducibili con citazione della fonte.