Lettera mercantile di Segalla e Bigongini (Vienna, 14 settembre 1761) a Giacomo Maria Gentile q.m Filippo (Genova) — Parte 2: sigilli, segni postali, commento storico e diplomatistico, fonti
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Sigillo di chiusura (verso). Secondo la didascalia, sigillo a oblata rossa.
materiale/tecnica oblata (sigillo cartaceo), rossa __ forma ? __ iconografia ?
Forma e iconografia non sono leggibili con certezza nelle immagini disponibili: per un'identificazione servirebbe una scansione ad alta risoluzione con luce radente.
Impronta sull'indirizzo (foglio 1 recto). Secondo la didascalia, bollo a secco, cioè matrice pressata direttamente sulla carta, senza cera.
materiale/tecnica bollo a secco __ forma ? __ iconografia ?
Sul piego è visibile anche una traccia di inchiostro nero non decifrabile.
Le tre tecniche vanno tenute distinte: il bollo a secco non è una ceralacca, e l'oblata (pastiglia di pasta, qui rossa, impressa e incollata) non è né l'una né l'altra. Il piego è ripiegato «a pacchetto in 12» (immagine 7), forma tipica della lettera mercantile settecentesca, chiusa con l'oblata senza busta.
Tassa «8» a matita rossa, apposta al verso. Si ipotizza che indichi il porto dovuto dal destinatario per la tratta Vienna–Genova (ipotesi da verificare, non un dato accertato): in assenza di un bollo di transito o di partenza leggibile, l'unità di conto della tassa non è determinabile dal solo documento.
Annotazioni a matita, mano moderna: «14.9.1761» e «A (37)» [?], probabilmente di catalogazione o di precedente collezione (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Tipologia. Nel quadro della documentazione mercantile studiata da Federigo Melis, la lettera si colloca tra le lettere di ragguaglio inviate da un commissionario al committente: i mittenti riferiscono l'esecuzione di un incarico (vendita di un titolo), le condizioni (corso, interessi, mediazione) e l'esito contabile (accredito, saldo). Il testo è breve e formulare («abbiamo ricevuto… abbiamo accreditato… rileverà…»), con la chiusura di rito «Dev.mo ed Obb.mo Servi».
L'operazione. Segalla e Bigongini vendono per conto di Gentile una «Carta di Banco» e la collocano a 88 ½ (lettura da verificare [?]), cioè a un prezzo inferiore al valore nominale. Si ipotizza che si tratti di un titolo emesso dallo Wiener Stadtbanco (Banco della città di Vienna, fondato nel 1706), che dal 1759 emetteva obbligazioni fruttifere (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Il conto aggiunge i frutti maturati dal 30 giugno al 10 settembre (f 45.47) e sottrae la sensaria, cioè la provvigione del sensale (f 4.42), per un accredito netto di f 4209.26.
Il conto sul margine del foglio 2 recto, in forma Dare/Avere, riporta a saldo f 3997.39 a favore di Gentile, dopo la detrazione di f 191.42 e f 20.45 [?]; la somma delle tre voci coincide con l'accredito (191.42 + 20.45 + 3997.39 = 4209.26). La riga Avere, ricalcolata (nominale f 4710 × 88 ½ % + 45.47 − 4.42), dà circa f 4209.40: scarto di circa 14 centesimi, da imputare a una lettura incerta o a un arrotondamento (da verificare sull'originale).
Il listino dei cambi. L'allegato a stampa riporta i corsi dei cambi di Vienna sulle principali piazze (Londra, Amsterdam, Amburgo, Francoforte, Augusta, Norimberga, Breslavia, Praga, Milano, Venezia), con data manoscritta «12 Settembre 761» e la dicitura «à uso sono 14 Giorni» (cambiali a quattordici giorni). Il nome «Antonio Pichenini» in calce si ipotizza come quello dello stampatore o del sensale che lo pubblica (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Il verso porta calcoli manoscritti di conversione (Londra, Amsterdam, Venezia) in una unità comune: lo strumento con cui il mercante confrontava la convenienza di rimesse su piazze diverse. Nella didascalia fornita l'allegato è chiamato «tabella prezzi»: si tratta, più precisamente, di un corso dei cambi.
Mittenti e destinatario. Nessuna fonte consultata documenta con certezza la ditta «Segalla e Bigongini» né Giacomo Maria Gentile q.m Filippo. Il titolo «Eccellenza» e la formula «q.m» fanno pensare a un esponente del patriziato genovese, e il cognome Gentile compare tra le casate genovesi (albergo Gentile) (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Si invitano studiosi di storia mercantile e di storia genovese a segnalare riscontri.
Limiti della lettura. Restano incerte: la quotazione «88 ½», la cifra «20.45», le intestazioni «L/D» e alcuni corsi del listino, le sigle a matita. Le correzioni sono benvenute: scrivete a gabriele-guglielmi@outlook.it o commentate sull'articolo.
I riferimenti sono indicati in forma sintetica e vanno verificati sull'edizione citata prima di una citazione formale.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5).
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