1739_11_18 · Da Roma a Cascia (PG)

Bollo a secco con riferimenti Gallenga e Cavagnari, oblata rossa e una pratica d'archivio

✦ Bollo a secco e catalogazione

L'impronta sul recto

Sotto l'indirizzo, sul foglio 1 recto, è impressa a secco, senza cera né inchiostro, una piccola impronta in rilievo; sul foglio 1 verso se ne vede l'impronta in negativo. Le didascalie la chiamano «bollo a secco» e la accompagnano con i riferimenti «VOLL-GALLENGA T16 P.4» e «CAVAGNARI T121».

Il riferimento «Gallenga» rinvia al repertorio in cinque volumi dedicato ai bolli dello Stato Pontificio, dalle origini al periodo filatelico dell'Ottocento: 1 Romagna, 2 Marche, 3 Umbria e Sabina, 4 Lazio, 5 Roma. «T16 P.4» e «T121» sono rispettivamente una tavola e una pagina (o una tavola) dei repertori indicati; il volume e il numero esatto di catalogo vanno confermati sull'opera. Il documento parte da Roma e arriva a Cascia, in Umbria: quale dei volumi lo comprenda è da verificare (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

Annotazioni a matita di mano successiva sul recto: «1735» (due volte) e «T 121» (la stessa tavola del riferimento Cavagnari). La data «1735» non coincide con la data scritta dal mittente, 18 novembre 1739.

materiale/tecnica: bollo a secco · forma: ? · iconografia: ?

Il sigillo di chiusura

La chiusura posteriore è realizzata con un sigillo cartaceo (oblata) a base rossa: un foglietto di carta incollato sulla piega con la matrice premuta sopra. Il rilievo mostra un'impronta circolare con linee concentriche, in parte perduta per la lacerazione all'apertura (immagini _ e _4). Il materiale resta da distinguere dal bollo a secco del recto: sono due elementi diversi e indipendenti.

materiale/tecnica: sigillo cartaceo (oblata) · forma: ? · iconografia: ?

Carta e filigrana

La carta è vergata, con una filigrana descritta in didascalia come «stella in cerchio» (immagine _7). Il tipo va confrontato con i repertori di filigrane per risalire alla cartiera.

✦ Marche postali e tassazione

Sul recto non compaiono annulli, marche d'origine né cifre di tassa. Il bollo a secco è catalogato fra i bolli dello Stato Pontificio, ma dalle immagini non è possibile stabilire se sia un segno postale o un bollo di chiusura di un ufficio: per la serie «Annulli e marche postali» la sua collocazione resta da confermare sul repertorio. Roma e Cascia distano oltre cento chilometri; si ipotizza che il piego sia stato inoltrato per la posta ordinaria o per un corriere (ipotesi da verificare, non un dato accertato).

✦ Commento storico e diplomatistico

Il contenuto

Filippo Forni [?] scrive da Roma ai Consoli di Cascia a proposito di due pratiche. La prima riguarda gli archivi notarili: dopo la visita di un Commissario degli Archivi, occorre stabilire se esistano eredi dei notai defunti i cui rogiti sono rimasti «non stesi» (cioè non redatti per esteso). Se non ci sono eredi, la spesa per far stendere gli atti ricadrebbe sul «Pubblico» (la comunità), come già avvenuto in altri casi; il mittente ritiene però che, in caso di «estrazione» (la copia o il rilascio degli atti), anche i compensi vadano alla comunità. Prima di presentare la supplica a Monsignor Prefetto degli Archivi, chiede di accertare se gli eredi esistano.

La seconda pratica riguarda la cessione della stanza destinata all'Archivio alle Reverende Madri di S. Chiara, con la conseguente costruzione di una nuova stanza: il mittente dubita che la Sacra Congregazione del Buon Governo lo permetterà, e attende il ritorno dell'Abate Recco [?] per discuterne.

Il contesto amministrativo

Nello Stato Pontificio la Sacra Congregazione del Buon Governo, istituita nel 1592, vigilava sulle finanze e sulle opere delle comunità: l'assenso richiesto per una spesa o per una cessione di locali è coerente con questo ruolo. La lettera mostra quindi la comunità di Cascia sotto il controllo congiunto della Prefettura degli Archivi e del Buon Governo, e il ruolo di un agente a Roma, che segue le pratiche e prepara le suppliche (ipotesi da verificare, non un dato accertato; il mittente non si qualifica).

Confronti con la Collezione

Nella Collezione non risultano persone o luoghi in comune. Sono accostabili per il Buon Governo e per i bolli a secco dello Stato Pontificio:

✦ Fonti e riferimenti per l'approfondimento

Elenco dei riferimenti da consultare; i numeri di tavola e di pagina vanno controllati sulle opere.

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Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org

Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5).

Pubblicazione: gabrieleguglielmi.org — contenuti liberamente consultabili e riproducibili con citazione della fonte.

Crediti esterni: Colnect, ibolli.it, PALANTIR (se applicabile).