Collezione di Storia Postale · Gabriele Guglielmi

Mandato di comparizione della Curia fiorentina per Castelfranco di Sopra 1 ottobre 1623 · Parte 2 di 3

Parte 1 · Descrizione e Trascrizioni Parte 2 · Commento e Fonti Parte 3 · Social e Crediti

6 · Mittente istituzionale, parti in causa, destinatario e luoghi

SoggettoRuoloNote e fonti
Sigismondo Saccia
Firenze
Giudice della Curia fiorentina (di origine romana)Firmatario del mandato ("Sigismundus Saccia Romanus Iudex"). L'origine "romana" del giudice non implica sede romana dell'atto: pratica comune l'impiego di giudici forestieri nelle magistrature comunali toscane.
Domenico Pasquini "a Quercia"
e Donna Maddalena, sua moglie
Istanti / parte attricePromotori della citazione ("ad petitionem et instantiam Dominici Pasquini a Quercia... et Dominae Magdalenae eius uxoris"). "a Quercia" appare qui come soprannome/toponomastico di famiglia, non come luogo geografico autonomo.
Francesco Domenici de' [Sabatis?]Citato in giudizioResidente sotto la giurisdizione del Podestà di Castelfranco di Sopra; destinatario sostanziale dell'ordine di comparizione. Cognome di lettura incerta.
Podestà di Castelfranco di SopraDestinatario formale / esecutore della notificaMagistrato granducale locale, incaricato di far eseguire il mandato. Wikipedia — Castelfranco Piandiscò
FirenzeSede di emissione dell'atto"Datum Florentiæ ex Nostro solito Palatio" — sede della Curia del giudice Saccia, non Roma.
Castelfranco di Sopra (AR)Destinazione — Granducato di ToscanaBorgo del Valdarno superiore, oggi Castelfranco Piandiscò (AR).
Paulo di Santo [...] e Giovanmaria Guerra "de Pagra"Sottoscrittori delle postille in calceVerosimilmente ufficiali locali o testimoni della notifica. "de Pagra" non è stato identificato con certezza; l'ipotesi di un riferimento alla Val di Paglia resta da verificare, essendo comunque un'area distante dalla tratta Firenze-Castelfranco di Sopra.

7 · Sigilli, bolli, emblemi e segni speciali

Sigillo in ceralacca rossa

Sul verso: sigillo in ceralacca rossa parzialmente frammentato (immagini 6, 8, 9, 10). Forma circolare/ovale, matrice non chiaramente identificabile — verosimilmente sigillo di chiusura della Curia fiorentina emittente.

Foto macro in luce radente necessaria per l'identificazione della matrice.

Segni di disinfezione — analisi

Macchie di aceto: morfologicamente consistenti con l'applicazione di aceto o soluzione disinfettante — pratica dei posti di controllo sanitario, attestata anche nei controlli interni al Granducato. Bordi sfumati tipici dell'assorbimento su carta (immagini 8, 9).

Incisioni: piccoli tagli lineari nella carta — pratica documentata nei regolamenti sanitari di Firenze, Roma e Venezia dal XVI secolo: aprire il piego, esporlo ai vapori, richiuderlo.

Segno ovale a secco (immagini 1, 2, 6): reminiscente di un bollo sanitario impresso senza inchiostro. Di rarità straordinaria per un documento del 1623.

Il segno ovale richiede fotografia macro urgente in luce radente. Se confermato come bollo sanitario del 1623, sarebbe tra i più antichi documentati per un controllo sanitario interno toscano di questo periodo.

8 · Commento storico e diplomatistico

1. Natura dell'atto. Diversamente da quanto poteva suggerire una prima lettura, il documento non è una lettera mercantile o familiare, ma un mandato di comparizione — atto giudiziario civile in forma epistolare, secondo la prassi fiorentina di primo Seicento: una magistratura cittadina, su istanza di parte privata, ordina a un'autorità periferica (qui il Podestà di Castelfranco di Sopra) di notificare la citazione a un soggetto residente nel proprio territorio, pena l'esecuzione sui beni.

2. Circolazione istituzionale della corrispondenza. Il documento illustra come gli atti giudiziari circolassero con gli stessi canali postali della corrispondenza privata, pur restando interamente entro il territorio del Granducato di Toscana, e fossero comunque soggetti alle medesime procedure sanitarie di controllo.

3. Contesto epidemiologico. Anno 1623: la grande Peste del 1629–1631 era ancora a distanza, ma già dal 1620 si registravano focolai nel nord Italia e le magistrature di sanità toscane erano in stato di allerta permanente, con controlli anche sulle direttrici postali interne al Granducato.

4. Pratiche di disinfezione postale. Le macchie di aceto, le incisioni e il probabile bollo a secco testimoniano un trattamento sanitario applicato al piego in un posto di controllo sanitario: apertura, esposizione ai vapori, asciugatura, rimessione in circolazione.

5. Formulario giudiziario. Il testo segue lo schema tipico delle "lettere esecutoriali" delle curie toscane: intitolazione al giudice, richiamo all'istanza di parte, ordine di notifica tramite nunzio, termine perentorio (qui quindici giorni), clausola penale per l'inadempienza, sottoscrizione e data topica ("Datum Florentiæ").

9 · Fonti e riferimenti

  • Wikipedia — Castelfranco Piandiscò
  • Wikipedia — Peste del 1629–1631 in Italia
  • Cipolla, C.M. — Chi ruppe i rastelli a Monte Lupo?, Bologna 1977
  • Cipolla, C.M. — Fighting the Plague in Seventeenth-Century Italy, Madison 1981
  • Archivio di Stato di Arezzo
  • Archivio di Stato di Firenze — fondi giudiziari (Podestà, Otto di Guardia e Balìa, Ruota fiorentina)
  • Briquet, C.M. — Les filigranes, Ginevra 1907
  • Bascapè, G.C. — Sigillografia, Milano 1969–1978
  • Per il formulario giudiziario: manuali di prassi cancelleresca toscana del XVII secolo (es. modelli di "lettere esecutoriali" e citazioni)

Nota metodologica: la trascrizione del testo latino e l'identificazione delle parti in causa restano provvisorie in più punti. Si sollecita la comunità dei collezionisti e dei paleografi (in particolare per il cognome "de Sabatis?" e la datazione esatta del giorno del mese) a proporre integrazioni tramite i commenti o via email.