Il piego è chiuso per semplice ripiegatura, con un lembo inserito, e porta sul recto soltanto l'indirizzo e l'annotazione moderna a matita «1763 BATTAGLIA». Il testo stesso della lettera offre un indizio sulla via di recapito: il mittente scrive che «dal presente mio Huomo» (per mezzo del suo uomo) il destinatario riceverà i sacchi di farina. Si ipotizza quindi che il piego sia stato recapitato privatamente, insieme alla merce, da un incaricato del mittente e non attraverso un ufficio postale (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
La lettera è un biglietto d'affari di poche righe, scritto in forma di avviso di consegna: il mittente annuncia che, per mezzo del suo uomo, giungeranno dei sacchi di farina («sarà questo il [tutto?]»), accenna a una somma in lire legata a un suo cognato (cifra e passaggio di lettura incerta; l'unità monetaria non è indicata e si ipotizza che si tratti di lire venete, ipotesi da verificare, non un dato accertato), e preannuncia una propria visita a Chioggia nella settimana successiva, offrendosi di fornire altra farina se occorrerà. La formula conclusiva («con tutta la stima le faccio riverenza») e l'indirizzo («Illustrissimi Signori, Signori Padroni Colendissimi») seguono il formulario cortese delle comunicazioni a corpi cittadini. In termini mercantili il biglietto rientra nella pratica di mercatura quotidiana: avviso di spedizione, regolazione di un conto, offerta di nuove forniture.
Battaglia, oggi Battaglia Terme, sorge lungo un canale scavato a partire dal XIII secolo per collegare Padova ai Colli Euganei e a Monselice e per favorire i traffici verso Venezia e la pianura padana; nel borgo si conservano un edificio che fu mulino importante e l'area dell'antico porto fluviale. Una rete di vie d'acqua collegava inoltre Padova e i Colli Euganei alla laguna, percorsa da barconi da carico («burci»); a Chioggia faceva capo, fin dal medioevo, una delle saline più importanti del Mediterraneo. Si ipotizza che la farina di cui parla la lettera viaggiasse su queste vie d'acqua (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Il piego è indirizzato ai «Signori Deputati della Magnifica Comunità di Chioggia». Funzione e competenze di questi deputati (si ipotizza un incarico legato all'approvvigionamento o all'amministrazione della comunità, ipotesi da verificare, non un dato accertato), l'identità e il mestiere del mittente (la firma non è leggibile) e il senso esatto delle righe 2–4 restano da accertare. Si invitano lettori ed esperti a segnalare riscontri o correzioni, anche sulla lettura del documento.
Il piego è un esempio di corrispondenza commerciale privata fra un fornitore dell'entroterra padovano e un'amministrazione della laguna, nel Settecento veneto. Un confronto con le carte dell'amministrazione di Chioggia e con le fonti sull'approvvigionamento di farine e granaglie nella Repubblica di Venezia potrebbe chiarire chi fosse il mittente e di che tipo di fornitura si trattasse.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
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