Schema sintetico di classificazione degli annulli (forma, carattere, contenuto, funzione), proposto in via sperimentale e da consolidare in v2.
La marca è impressa in inchiostro scuro, grigio-bluastro, e attraversa la riga «Monsieur» sopra l'indirizzo; il tratto finale della cifra della tassa la taglia in corrispondenza delle ultime lettere. L'impressione è irregolare e a tratti poco inchiostrata, ma la lettura è sicura. Si tratta di una marca di provenienza estera e non di una marca d'origine: indica che il piego, partito da Londra, è entrato nel sistema postale francese, in accordo con il testo della lettera, che dichiara di essere inviata «par voie de France». La didascalia del piego la segnala come rara; un riscontro sui cataloghi delle marche d'ingresso in Francia resta da effettuare (numero di catalogo non ancora indicato).
La marca è da collegare, nella serie Annulli e marche postali, agli annulli lineari simili già presenti in Collezione.
In alto è scritto a mano «LONDRES» in inchiostro grigio; mano e momento dell'apposizione non sono determinabili dalle scansioni. La tassa è la cifra manoscritta «8», in inchiostro bruno, con ampio tratto discendente che attraversa l'indirizzo. L'unità non è indicata (si ipotizza che si tratti di soldi francesi, ipotesi da verificare, non un dato accertato). A matita, in epoca moderna, sono scritte la data «9.7.1762», errata perché la lettera è datata «9 Xbre» (dicembre) 1762, e una cifra «20 [?]».
Il piego è chiuso da un sigillo in ceralacca rossa applicato sulla linea di chiusura e impresso con una matrice. Al centro si legge uno scudo diviso in più campi, con elementi minori figurati (piccole stelle o rosette [?]); la partizione precisa non è riconoscibile con certezza. Lo scudo è inscritto in un cerchio e circondato da una ricca ornamentazione a girali e volute. Non si distinguono con sicurezza leggende o iscrizioni. La cera presenta crepe e un lembo di carta sollevato lungo il bordo superiore; un residuo di ceralacca rossa e uno strappo si trovano sul foglio interno, nel punto in cui il piego fu aperto.
Nota per lettori ed esperti. L'identificazione dello stemma e dell'appartenenza della matrice (famiglia, ditta o persona) non è stata effettuata. Si ipotizza che si tratti di un sigillo personale o di ditta del mittente (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Per un'attribuzione affidabile servono riprese a luce radente o macro dell'impronta. Si invitano lettori ed esperti a segnalare riscontri o correzioni.
Non è una lettera di notizie, ma una comunicazione contabile fra una casa londinese e un cliente genovese: i corrispondenti accusano ricevuta di «rimesse» (cambiali) per £ 452.1.9 sterline, tutte accettate tranne una piccola, di £ 2.1.9, dovuta a un errore nel conto di un certo Pallavicino. Rinunciano a collocare le somme nei propri fondi al 5 per cento e riferiscono di £ 746.14.11 tenute in cassa per conto del destinatario. In termini mercantili si tratta di pratica di mercatura applicata al credito di esercizio e ai trasferimenti di fondi fra piazze; i corsi del consolidato trascritti nel post scriptum (Banca, Indie, Mari del Sud, 4 e 3 per cento, forse «L.A.») hanno la funzione di una lettera di ragguaglio, cioè di informazione sui prezzi (si ipotizza che «L.A.» sia l'abbreviazione di «Long Annuities», ipotesi da verificare, non un dato accertato).
I corrispondenti acquistano per il cliente £ 1000 di consolidato al 3 per cento al prezzo di 86. Poiché il mese seguente si riscuoterà un dividendo dell'1 ½ per cento, il prezzo effettivo scende a 84 ½. A giustificare l'acquisto è il livello favorevole dei fondi inglesi, mentre il cambio su Livorno (50 ¼) e su Genova (49 ¾) è reso sfavorevole da «operazioni forzate e impreviste» fra Londra e Amsterdam; l'unità di misura dei corsi non è indicata nel testo (si ipotizza pence sterlini per unità monetaria genovese o livornese, ipotesi da verificare, non un dato accertato). Nel caso il cliente rifiuti, la ditta si offre di prendere i titoli per proprio conto, di rimettere la somma su Genova o Livorno al corso di giornata e di riconoscere un interesse. La lettera mostra così anche la dimensione fiduciaria del rapporto: la ditta si fa garante, con la propria reputazione e il proprio capitale, di una decisione presa in anticipo sulla risposta del cliente, una pratica in cui la fama e il credito morale del mercante pesano quanto la contabilità.
La lettera precisa di rispondere «per la prima volta per via di Francia». Nel 1762 la guerra dei Sette anni volgeva al termine: i preliminari di pace fra Gran Bretagna, Francia e Spagna furono firmati a Fontainebleau il 3 novembre 1762 e il trattato di Parigi il 10 febbraio 1763. Si ipotizza che l'uso della via di Francia e il passaggio per la marca d'ingresso «ANGLETERRE» siano legati a un recapito postale reso possibile o più agevole in questa fase (ipotesi da verificare, non un dato accertato). La stessa frase della lettera indica che la risposta poteva giungere «in un mese o meno», con tempi che dipendevano dal corriere francese.
Il piego unisce una marca d'ingresso in Francia, una tassazione manoscritta, un sigillo araldico e un contenuto finanziario: elementi che, messi insieme, permettono di leggere la stessa corrispondenza dal lato postale, diplomatistico ed economico. Restano aperti: l'identità della ditta André, del marchese Gentile q.m Filippo e del Pallavicino citato; il significato esatto della tassa «8»; l'attribuzione dello stemma; la lettura delle sigle finanziarie del post scriptum.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
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