1762 10 15 — Da Roma a Cascia
Commento e Fonti: bolli, sigilli e contesto storico

✦ Bolli e sigilli

Descrizione limitata a quanto leggibile; i campi non accertati sono segnati con «?».

Bollo a secco (recto)

materiale/tecnica: bollo a secco — forma: ? — iconografia: ?

Sul recto, in prossimità dell'indirizzo, è impressa a secco una matrice metallica direttamente sulla carta, senza cera né inchiostro; ne resta l'impronta in negativo sul verso, in corrispondenza del testo della lettera. Il rilievo è molto tenue e la forma e il soggetto non sono riconoscibili con certezza dalle scansioni; per un'identificazione affidabile occorrono riprese a luce radente o ad alta risoluzione.

Sul piego compare l'annotazione «T.134», che si ipotizza essere un riferimento al catalogo di Mario Gallenga sui bolli dello Stato Pontificio, relativo al bollo a secco (ipotesi da verificare, non un dato accertato; volume e numerazione da riscontrare sul catalogo).

Chiusura in oblata (recto)

materiale/tecnica: sigillo cartaceo (oblata) — forma: ? — iconografia: ?

Il piego è chiuso da un'oblata di colore rossastro, applicata come sigillo cartaceo sulla linea di chiusura. Le tecniche sono diplomaticamente distinte: l'oblata (disco di carta su un sottile strato di cera) non coincide con il bollo a secco, che è impresso senza supporto di cera. Il disco è in parte sollevato e l'eventuale impronta al suo interno non è leggibile.

✦ Commento storico e diplomatistico

Una richiesta di conti da Roma

La lettera, firmata a Roma il 15 ottobre 1762, è una comunicazione d'ufficio: chi scrive agisce «d'ordine espresso» di una «S. Congreg:ne» e chiede ai Consoli di Cascia la trasmissione delle gabelle (si intende verosimilmente dei relativi conti) per gli anni dal 1757 al 1761, con la richiesta di un riscontro «sul particolare di Loro, e mio discarico». L'ultima formula indica che l'invio serviva anche a coprire la responsabilità di chi scriveva nei confronti dell'ufficio. Il testo si chiude con il consueto augurio di buone feste e la sottoscrizione di devoto servitore.

Cascia e i suoi Consoli

Cascia, in Umbria, faceva parte dello Stato Pontificio; nell'amministrazione ordinaria della comunità i Consoli erano i magistrati cui si indirizzavano le comunicazioni ufficiali, e il formulario dell'indirizzo («Illustrissimi Signori Padroni Colendissimi») rispecchia questa funzione. La cifra «1757–1761» riguarda un quinquennio di gestione.

Quale Congregazione?

La lettera non nomina la Congregazione per esteso. Per l'oggetto della richiesta — conti di gabelle delle comunità — si ipotizza che si tratti della Sacra Congregazione del Buon Governo, organo istituito sotto Clemente VIII per vigilare sulle finanze delle comunità dello Stato Pontificio (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Allo stesso modo, ruolo e funzione di chi firma (lettura del nome «Marino Zampini» incerta) restano da accertare, ad esempio come funzionario o addetto di quell'ufficio. Si invitano lettori ed esperti a segnalare riscontri o correzioni.

Il documento come fonte

Il piego appartiene alla corrispondenza d'ufficio tra la Curia e le amministrazioni locali, un tipo documentario utile per ricostruire i flussi contabili delle comunità pontificie. Il confronto con le serie contabili conservate presso gli archivi (in particolare le carte delle comunità e della Congregazione) potrebbe confermare se i conti richiesti per il quinquennio 1757–1761 siano stati effettivamente trasmessi.

✦ Bibliografia e fonti

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Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org

Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».

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