15 settembre 1762 — Parte 2 — Sigilli, tassazione, commento storico e fonti
Chiusura: oblata rossa, sulla stessa faccia dell'indirizzo, a destra e in corrispondenza delle pieghe di chiusura. Il sigillo cartaceo ha un contorno approssimativamente quadrangolare, è in parte sollevato lungo il margine superiore destro e lacunoso, con colore più denso lungo i bordi.
Scheda sigillografica: materiale/tecnica: oblata rossa (sigillo cartaceo) — forma: quadrangolare (?) — iconografia: ?
Nella scansione disponibile non si legge alcuna impronta, legenda o emblema: non è possibile attribuire il sigillo a un titolare. Per una lettura più sicura si raccomanda una scansione ad alta risoluzione dell'oblata, anche con luce radente. Sulla stessa faccia, a destra e più in basso, si notano due piccole macchie di inchiostro scuro, probabilmente accidentali.
Tassa manoscritta: sul recto compare il numerale «13» in inchiostro bruno, preceduto da un tratto obliquo; il titolo del documento lo indica come tassa di 13 soldi. Trattandosi di un piego prefilatelico, il numero registra la somma dovuta per il trasporto della lettera. Non è stato ricondotto a una specifica tariffa documentata (verifica da fare su tabelle postali del periodo).
Annotazione moderna: la data a matita sul recto è di mano posteriore (collezionistica o archivistica) e non fa parte del flusso postale.
Il piego è una lettera familiare: un figlio, Agostino Vincenzo di Brenzone, risponde da Modena alla lettera del padre, Alexandre Charles de Brenzone, residente a Verona. Il contenuto è una sorta di dichiarazione di buoni propositi: il figlio promette di dirigere gli studi «a gloria di Dio», di non rallentare nelle «opere buone» perché il tempo perduto «reca assai danno», di concedersi un onesto sollievo per operare meglio, e chiude con gli auguri per una solennità annuale.
Il lessico (la «proporzione» che entra «in tutte le cose», la «corografia», la velocità necessaria per «tenere dietro al Lettore») fa pensare a un percorso di studi in corso, con corsi tenuti da un docente. Si ipotizza che il giovane si trovasse a Modena presso un istituto di istruzione, forse un collegio per giovani nobili o un collegio retto da religiosi (ipotesi da verificare, non un dato accertato). La stessa formula di congedo, «Servo e Figlio», è un tipico omaggio filiale di cortesia nella corrispondenza del tempo.
Nel 1762 Modena è la capitale del ducato estense, governato da Francesco III d'Este (1737–1780). In città operavano istituti di formazione per giovani, fra cui un Collegio dei Nobili, con rettore e convittori, la cui attività scolastica comprendeva anche le «azioni accademiche» rappresentate per il natalizio del duca. Non è possibile stabilire dalla sola lettera se Agostino Vincenzo frequentasse uno di questi istituti: la scelta di Modena per un giovane veronese resta da spiegare.
Verona era in età moderna una città della Repubblica di Venezia. L'indirizzo qualifica il destinatario come membro «Du Collège des Juges»: il Collegio dei giudici e avvocati di Verona era la corporazione dei dottori in leggi della città, attestata dal Medioevo fino all'età veneziana (l'inventario dell'Archivio di Stato di Verona ne documenta le carte tra il 1408 e il 1793). L'appartenenza del destinatario a questo ente è indicata solo dall'indirizzo e va verificata nei registri del Collegio. L'indirizzo scritto in francese, con «Monsieur» e il nome nella forma «Alexandre Charles», è un tratto notevole, perché la lettera è in italiano: si ipotizza una consuetudine di cortesia nella sovrascritta (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
La lettera è datata 15 settembre. Il testo allude a un'«annua solennità del Nascente Bambino» [lettura incerta]: se la lettura corretta fosse «Nascente Bambina», il riferimento potrebbe essere alla Natività della Vergine (8 settembre), una settimana prima della data della lettera (ipotesi da verificare, non un dato accertato). Gli auguri sono rivolti al padre, e il tono – devoto e deferente – è tipico delle lettere degli scolari alle famiglie.
Restano da verificare: l'identità e il ruolo dei due Brenzone (e la forma esatta del cognome), l'istituto frequentato a Modena, la lettura di «Lettore» e di «Nascente Bambino/Bambina», la tariffa corrispondente alla tassa «13» e l'eventuale impronta dell'oblata. Osservazioni, integrazioni e riscontri sono benvenuti.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5).
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