1760 02 16 — da Nicolò Martinelli (Brescia) ad Antonio C[…]chero (Crema) — Commento storico, annullo, chiusura e fonti
Sezione separata dalla chiusura: l’annullo è il segno impresso dall’ufficio postale; la chiusura riguarda il sigillo di sicurezza del foglio.
Sul recto compare un annullo circolare in inchiostro rosso con la scritta «BRE / SCIA» su due righe, con un punto sopra e uno sotto, entro doppio cerchio (immagini 1/2 e dettaglio 4). Si legge con chiarezza; l’inchiostro non risulta impresso a secco ma a stampa.
Catalogazione: la didascalia non riporta un numero di catalogo. Il riferimento per il Lombardo-Veneto è Banci (1942), che Gabriele possiede: si lascia il numero da inserire a verifica diretta sul catalogo. Non si derivano numeri Vollmeier (nessuna tabella di concordanza pubblica disponibile). Annullo da collegare ad altri annulli uguali o simili già in collezione, mediante la serie «Annulli e marche postali» (una riga nel relativo file di serie, senza riscrivere i pubblicati).
Sul recto, accanto al recapito e sul verso, si vedono cifre e segni di tassa a inchiostro bruno, in parte capovolti per effetto della piegatura del foglio e del ricalco a contatto (controscritto). La lettura è incerta: non si assegna una tassa [?]. A matita, mano moderna, «25/-» (non coevo, probabile nota di collezione o di catalogazione).
Il foglio, ripiegato in 9 parti, è chiuso da un sigillo cartaceo (oblata) di colore rosso, che aderisce al recto presso il margine e lascia un’impronta più chiara sul lato opposto (immagini 2, 3 e 5; didascalie «segno di chiusura oblata rossa»). L’oblata è un dischetto di carta posto su un sottile strato di cera, comune nella corrispondenza amministrativa e mercantile del Settecento.
Non si parla di ceralacca né di bollo a secco: sono tecniche diverse. Per leggere l’eventuale impronta servirebbe un’immagine ad alta risoluzione a luce radente dell’oblata.
Si tratta di una lettera di accompagnamento a una spedizione di merci: il mittente avvisa di aver predisposto quanto ordinato (una fodera da letto e calze), allega il conto «qui appiedi» e spiega perché la consegna è ritardata. Il conto è in lire, con riga di soldi; il totale (L. 246.12) coincide con la somma delle voci (140.12 + 64 + 42).
Brescia e Crema appartengono entrambe nel 1760 allo Stato veneto (Repubblica di Venezia): il piego circola dunque all’interno dello stesso dominio, senza passaggi di frontiera. Si ipotizza un rapporto fra fornitore e dettagliante o mercante di tessuti e calze (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
La lettera dice che le merci non sono ancora partite perché il vetturale è assente: si attende il suo passaggio «lunedì» per consegnargli il sacchetto. Merce e lettera viaggiano quindi per vie diverse: la lettera per posta (con annullo di Brescia), la merce per vettura. È un caso utile per distinguere il corriere postale dal vetturale privato (ipotesi di lettura da verificare, non un dato accertato).
Nota per lettori ed esperti: le letture incerte (cognome del destinatario, alcune quantità e prezzi, tipo di merce nella terza riga, formula finale al margine) e le ipotesi su mittente, destinatario e trasporto sono segnalate con [?] o ??? nelle trascrizioni. Si accolgono riscontri e integrazioni, anche sulla catalogazione dell’annullo.
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 5.5) che si auto-definisce «progettato per essere onesto, utile e innocuo — per contribuire al benessere umano e alla diffusione della conoscenza, nel rispetto della dignità di ogni persona».
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