Manoscritto in lingua italiana. Bi-foglio, con indirizzo e segno di cavalcata sul Foglio 1 Recto, bollo a secco su base rossa con annotazioni di tassa in cifra sul verso della coperta, testo della lettera disteso su Foglio 1 Verso e Foglio 2 Recto/Verso.
Nota sulla lingua: italiano curiale/notarile del primo Settecento, con terminologia giuridico-canonica (in fatto, et in jure, decreto, remissione della causa, tribunale) e numerose abbreviazioni (Sig.re, Prone, Col.mo, V.S. Ill.ma, Monsig., Abb.e, Devot.mo, Obblig.mo).
All'Ill.mo Sig.re Sig.re e P[ad]rone Col.mo
Il Sig. Abb.e Mariano Clarelli
Rieti
Normalizzato: «All'Illustrissimo Signore Signore e Padrone Colendissimo — Il Signor Abate Mariano Clarelli — Rieti».
Il destinatario è qui indicato con il titolo di "Abate" — lo stesso Mariano Clarelli mittente della lettera del 29 luglio 1719, qui a distanza di circa un anno e mezzo, destinatario a Rieti anziché mittente da Roma.
Molto Ill.mo Sig.re Sig.re e P.rone Col.mo
Confesso il vero, però son'ogni giorno più [?] ignorante, e di tale mi mostra Monsig. Abbate, il quale non ostante un'altra mia scrittura, ove in fatto, et in jure con puntualissima autorità gli dimostrai l'insussistenza del di lui antecedente motivo, altro d'apparente [?] grossolana, nell'udienza di ieri l'altro giudicò in decreto contro di Noi [?] la remissione della ben saputa causa a Monsig. Gentili, pretendendo, che [?] d'andare in sig[uranz]a contro decreto, se questo non ci piace, se il Sig. Petrozzi non avesse trovato la ben saputa forma, che sarà la cautela del [?], il mio sentimento saria di far dare uno sfratto dalla piena Sig[nor]ia a decreto, ma però non credo la necessità, mentre comparendo avanti Monsig. Gentili con d[et]d[et]o figlio avemo [?] nella prima l'antinkena [?] pleogne [?] della [?] a solventar questa mina, invece dell'improvveduta difesa, che va nelle scene di questi Romani Teatri, bisognarà dire, che l'idea l'ignoranza, netto partecipa V.S. Ill.ma è che le consinecia ordinarmi quello deve fare, cioè o comparire avanti Monsig. Gentili, o pure ricorrere ad altro Tribunale come l'erede di Monsig. Abbate, e alla forza dell'accennate dottrine non seppe rispondere altro, che un sproposito, cioè d'esser la prattica in contrario, e dove sia questa prattica, la curia doverà andare a rimpararla nel Soncario della Luna, mentre la servirò come commanda, et in tutto [?] ma riverentemente.
Da Roma li 29 gennaro 1721.
Devot.mo et Obblig.mo Servitore
Delio Gentilini
Le parole segnate con [?] restano di lettura incerta per legature corsive fitte e macchie d'umidità sulla carta; verifica esperta richiesta (non un dato accertato). Il testo è particolarmente denso di terminologia curiale/giudiziaria, di non immediata resa.
Molto Illustre Signore, Signore e Padrone Colendissimo.
Confesso il vero: mi sento ogni giorno più ignorante, e tale mi si mostra Monsignor Abate, il quale, nonostante un mio secondo scritto — nel quale dimostrai, in fatto e in diritto, con puntualissima autorità, l'insussistenza del suo precedente argomento, apparentemente grossolano — nell'udienza dell'altro ieri ha giudicato con decreto contro di noi, rimettendo la nota causa a Monsignor Gentili, pretendendo che [...] procedere in sicurezza contro il decreto; se ciò non ci piace, qualora il Signor Petrozzi non trovasse la forma già nota che costituisca la cautela del rimedio, il mio parere sarebbe di far notificare uno sfratto dalla piena autorità del decreto; non ne credo tuttavia la necessità, comparendo davanti a Monsignor Gentili col medesimo esito [...]. Bisognerà dire che l'ignoranza, di cui Vostra Signoria Illustrissima è ben partecipe, mi consiglia di ordinarle ciò che deve fare: o comparire davanti a Monsignor Gentili, oppure ricorrere ad altro tribunale, come erede di Monsignor Abate; e di fronte alla forza delle argomentazioni citate, non ha saputo rispondere altro che uno sproposito — cioè che la prassi sarebbe in senso contrario; e dove risieda tale prassi, la Curia dovrà andarsela a cercare [espressione figurata di scherno]. Servirò comunque come comanda, e in tutto rimango riverentemente.
Da Roma, li 29 gennaio 1721.
Devotissimo e Obbligatissimo Servitore
Delio Gentilini
Traduzione di lavoro, non definitiva: il passaggio centrale sulla causa e i termini processuali resta di interpretazione incerta in più punti (segnalati con [?] nella trascrizione diplomatica); si raccomanda una verifica/approfondimento esperto prima della pubblicazione definitiva.
| Nome | Ruolo nel documento |
|---|---|
| Delio Gentilini | Mittente, da Roma; si firma "Devot.mo et Obblig.mo Servitore" |
| Mariano Clarelli (Abate) | Destinatario, a Rieti |
| Monsignor Abbate | Controparte nella causa citata, autore del "motivo" giudicato insussistente da Gentilini |
| Monsignor Gentili | Giudice a cui viene rimessa la causa |
| Sig. Petrozzi | Menzionato in relazione a una possibile forma di cautela legale |
Si segnala l'assonanza fra il cognome del mittente (Gentilini) e quello del giudice citato nel testo (Gentili): potrebbe trattarsi di due persone distinte, di un'unica famiglia con due rami di cognome, o di un refuso; il dato resta da accertare (ipotesi da verificare, non un dato accertato).
Foglio 1 Recto — indirizzo e segno di cavalcata
Bollo a secco su base rossa e annotazioni
Foglio 1 Verso
Foglio 2 Recto
Foglio 1 Recto
Foglio 2 Verso e Foglio 1 Verso
Foglio 1 Recto e Foglio 2 Recto
Segno di cavalcata — dettaglio
Collezione di Storia Postale di Gabriele Guglielmi, gabrieleguglielmi.org
Trascrizione, commento storico e note diplomatistiche a cura di Gabriele Guglielmi con la collaborazione di Claude (Anthropic — modello Claude Sonnet 4.6).
Pubblicazione: gabrieleguglielmi.org — contenuti liberamente consultabili e riproducibili con citazione della fonte.