N. immagini6 (indirizzo, sigillo, testo lettera, filigrana)
Il documento è una lettera ufficiale inviata da Venezia il 5 maggio 1662, indirizzata all'Illustrissimo Signor Podestà e Consiglio della Magnifica Podesteria di Chioggia. Si tratta di una comunicazione di carattere commerciale e amministrativo che coinvolge direttamente la gestione portuale e il commercio dell'olio tra Venezia e Chioggia: il mittente chiede che si intervenga su un carico di olio, con riferimento esplicito al mercante Lorenzo Piccolo e a un carico da barche.
Il destinatario è il Podestà di Chioggia, figura istituzionale di nomina veneziana che governava la città e il porto. La lettera è quindi una comunicazione di tipo quasi-ufficiale, non privata, che si inserisce nel fitto sistema di corrispondenza amministrativa della Repubblica di Venezia con le sue podesterie lagunari.
Sigillo in ceralacca rossa
Il sigillo è circolare, circa 2 cm di diametro, in ceralacca rossa ben conservata. Si intravede un motivo circolare con legenda: una figura centrale (possibile stemma araldico, testa, busto, o simbolo) e una scritta attorno al perimetro, parzialmente leggibile: si distinguono frammenti che potrebbero essere: «...EXBA... / ...EBA...» o simili.
⚠ Ipotesi di identificazione: Il sigillo potrebbe appartenere a: (a) il mittente privato (iniziali + stemma); (b) un ufficio veneziano (Provveditori, Savi, Ufficiali dell'olio); (c) la famiglia del mittente. Si raccomanda fotografia in luce radente a 45° per leggere la legenda con precisione.
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Foglio ripiegato in 9, recto, indirizzoFoglio ripiegato in 9, recto, sigillo in ceralaccaFoglio 2, verso, testo lettera, data, firmaFoglio 1, recto, indirizzo e sigilloParticolare sigillo in ceralaccaParticolare in controluce, filigrana
2 · Intitolazione sul Verso
[Verso chiuso — indirizzo calligrafico:]All'Ill.mo et Ecc.mo Sig.r n.rodel Pod.tà e Cons.o della mag.Pod.ria diChioza [Chioggia][Annotazione in basso a sinistra, altra mano:]D'un kantorzoban Conto —
Formula di intitolazione: «All'Ill.mo et Ecc.mo Sig.r n.ro del Pod.tà e Cons.o della Mag. Pod.ria di Chioza» è la formula standard veneziana per le lettere dirette al Podestà di Chioggia. La parola Chioza è la forma veneziana di Chioggia, usata costantemente nei documenti della Repubblica. L'annotazione «D'un kantorzo / ban Conto» potrebbe essere una nota di protocollo dell'archivio della Podesteria (registro di entrata).
3 · Intitolazione Interna
All.mo Ecc.mo Sig.r Miei e. Oss.mo
4 · Trascrizione Diplomatica — Testo della Lettera
[Testo principale:]Per la grazia ftta, no ò potuto seguentarle d'altra miascrittura: è mandata di il S.r Lorenzo Piccolo, mandoumila no.ta del fort.o di esso contomento, e dirmi che otteruodi vivo di quelle barche agrieto le bote da oglio et che avevacertam.te questo tuo, e che vedeno che la circularion lovolea stroppare, mi diggresso licentia ditorto ditanto rinvenar noi con quel yo ne tali due deti. che stano no' nuevoform.le fatto male, già mi disse che è è bona forto dee riea à ore quattordeci: e mai rispose de chi anp.teche subito ne mandato à molini al meno cento tantdi gto di ord.e Pod.tà bastar ne farei mostrare il carico dellaPod.tà mia di gto e mia di queli del S.r miolaro: segnorante di che in tito lo mandi zoto, et far una grovachetanto, e li darette. gresa finalmte sonstato à stretto far star il Ill.mo mese li ottimaniet far venoran il sequestro di inimiciziadi: volandolofar amichevolmte: le me sburghen in vengo divenir tottie seno mi difette timo sequini di g. eeli bavio e transi.Venetia li 5 Magg.o 1662d.V. S.S. d.à et Ecc.ma[Firma autografa:]Aff.mo ser.reFr[ances]co Zenaro
La lettera presenta una grafia veneziana corsiva rapida del XVII sec., ricca di abbreviazioni. Diversi passaggi rimangono di lettura incerta, in particolare le righe 6–16. La firma finale è stata riletta come «Fr[ances]co Zenaro» — cognome veneziano diffuso, lettura più coerente con il tratto rispetto a una precedente ipotesi. Si raccomanda comunque immagine macro della firma per una conferma definitiva.
5 · Trascrizione Normalizzata
All'Illustrissimo Eccellentissimo Signor mio et OsservandissimoPer la grazia [—], non ho potuto seguitarle d'altra miascrittura: è mandata dal Signor Lorenzo Piccolo, [che] mandoumila nota del fortino di esso contenimento, e dirmi che ottenneil vivo di quelle barche [a] garitta le botti da olio, e che avevacertamente questo [—], e che vedendo che la circolazione lovoleva stroppare [= bloccare], mi [diede] licenza di [—], tanto da rinvenirenoi con [quel] yo [?] ne tali due detti, che stanno non nuovoformalmente fatto male; già mi disse che è buona sorte:[è arrivata] a ore quattordici, e mai rispose di [qual]che [im]portoche subito ne [sia] mandato ai molini, almeno cento tant[i]di [quest']ordine del Podestà, bastar ne farei mostrare il carico dellaPodestà mia di [questo] e mia di quelli del Signor molaro [= mugnaio/commerciante]: segnorante di che in tutto lo mandi [in] basso, et far una grova [= prova]che tanto, e li darete. [Questa] grezza [= merce grezza] finalmente sonostato [co]stretto a far stare l'Illustrissimo [—] mese, [con] li ottomani [?]et far venire il sequestro di inimicizia: volendolofar amichevolmente — [che] mi sbrighino, in vengo divenire tutti, senza [che] mi difetti, timo[re dei] zecchini di [questo] e[che] li abbiano e [li] trasportino.Venezia, li 5 Maggio 1662Di Vostra Signoria Illustrissima et EccellentissimaAffezionatissimo servitoreFrancesco Zenaro
La lettera menziona esplicitamente un sequestro («far venoran il sequestro di inimicizia») e la possibilità di ricorrere all'autorità del Podestà per sbloccare una situazione commerciale bloccata. Si parla anche di zecchini come unità monetaria. Il riferimento ai «ottomani» è notevole e potrebbe riguardare mercanti o partite di merce di provenienza levantina, non insolito nel commercio veneziano del XVII sec.