Collezione di Storia Postale · Documento n° 13

Da Roma a San Giovanni in Laterano, 11 febbraio 1650

Lettera con risposta in rotula · Bollo a secco ovale · Materia carceraria · Congregazione del Buon Governo
Bollo a Secco Rotula Roma · Stato Pontificio Materia Carceraria
1 · Descrizione Materiale del Documento
Data lettera11 febbraio 1650
Data risposta (rotula)11 febbraio 1650 (stesso giorno)
LinguaItaliano (volgare romano del XVII sec.)
Mittente letteraCongregazione del Buon Governo (Roma)
DestinatarioM[olto] Ill[ust]re R[everendo] Sig[no]r Nostro · Vicario di San Giovanni in Laterano (Roma)
Mittente rispostaGiovanni Vincenzo Cordi (firma autografa)
Tipo documentoLettera istituzionale con risposta autografa in rotula
MateriaDetenuti · carceri · condanna · San Giovanni in Laterano
Bollo a seccoOvale, lettere A · H (o A · ll) in campo, cornice ovale semplice
ChiusuraFilo di cucitura (spago) visibile nelle immagini
ConservazioneBuona; foxing sparso, macchie umidità marginali
N. immagini7 (indirizzo, verso, testo lettera + rotula, particolari bollo a secco)

Il documento è una lettera ufficiale della Congregazione del Buon Governo di Roma, datata 11 febbraio 1650, diretta al Vicario della basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di una comunicazione interna alla struttura ecclesiastico-amministrativa dello Stato Pontificio: la Congregazione del Buon Governo, istituita nel 1592 da Clemente VIII, aveva tra i suoi compiti il controllo dell'ordine pubblico nelle comunità soggette alla Santa Sede, inclusa la gestione delle carceri.

Il contenuto riguarda dei detenuti («già detenuti») nelle carceri locali, con riferimento a una condanna («condemnazione») di scudi 79 e 50, e a carcerazione su istanza di un privato — Giordano Poli (o simile). Il destinatario risponde nello stesso giorno con una nota autografa scritta in rotula sul medesimo foglio.

La chiusura della lettera avviene tramite filo di cucitura, pratica tipica degli uffici pontifici del XVII secolo per le comunicazioni riservate. Il bollo a secco ovale con iniziali è elemento distintivo di identificazione dell'ufficio mittente.

Bollo a secco ovale — forma ovale con bordo semplice; al centro lettere A · H (o A · ll) in corsivo. Il bollo è impresso a secco sulla carta, senza inchiostro né cera, con leggero rilievo. L'identificazione delle iniziali è fondamentale per attribuire l'ufficio mittente: potrebbe corrispondere alle iniziali di un funzionario, del notaio rogante, o dell'ufficio stesso (es. Archivio Helemosinario? Auditor Hospitalis?). ⚠ Si raccomanda esame in luce radente per leggere con certezza le lettere.

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2 · Trascrizione Diplomatica — Lettera principale

Grafia originale conservata. Abbreviazioni segnalate.

[Intitolazione, in alto a destra:] M[o]lto Ill[ust]re R[everend]o Sig[no]r N[ost]ro [Testo:] Ricevuta la pres[en]te Cong[regazio]ne del Buon Gov[ern]o de fuma Bardi tbneco d'ordin nostro indisponso nelle loro Carceri leg[g]erà p[er] generà y defiptes d[e]l Dom[in]i Coll[in] tauoe d'la loro opi[nio]ne scordeu a fini farci il Comando ingiunz[ione] Comm[and]o tutti in Conformità della loro lra ogni giorno non omando la mezolvo la farezza Coro leg Jemaisilbo Il M[o] Ill[ust]re S[igno]re
Il testo della lettera principale presenta alcune parole di lettura difficile, forse dovute a formula burocratica abbreviata tipica degli uffici pontifici. La riga «de fuma Bardi tbneco d'ordin nostro…» potrebbe contenere un nome proprio (Bardi?) e una qualifica abbreviata. Si segnala per revisione.
3 · Trascrizione Normalizzata — Lettera principale
Molto Illustre Reverendo Signor Nostro, Ricevuta la presente, la Congregazione del Buon Governo de[lla] [famiglia?] Bardi [—] d'ordine nostro indisposto nelle loro carceri leggerà, [e] per generà [—] degli [ordini del] Don[n]i Collin[i?] [—] della loro opinione scordante, a fine farci il comando [e] ingiunzione — [ordine a] tutti — in conformità della loro [lettera] ogni giorno non omand[ando] la [—] farezza [= fortezza / sicurezza]. [Formula di chiusura] Il Molto Illustre Signore
4 · Trascrizione Diplomatica — Risposta in Rotula
Risposta Rotula Scritta sullo stesso foglio, nella parte inferiore · Data: 11 febbraio 1650

La risposta è scritta nella metà inferiore del medesimo foglio, con altra mano, in italiano.

[Data e luogo in alto:] Add[ì] 11 feb[brai]o 1650 Io Giov[anni] de Dom[inico] gellas neto di Soro dimet[?] Di essa nuova haviamo ricevuto bago fortem[ente] quecl tao osta biadi octo già detenuti di s[an] Bardi con darli nelle carceri di loro senza de la Maill[e] e a glie medesiane più condennatione delle patine di sc[udi] 79 e sc[udi] 50 d'una conto d'affico et raggione fatta da D[on] Giordano Poldi: col rispandendo detto ho fare la prima perchè non di loro non seguirà simile a questa p[en]a Sore Alfino Giov[anni] Vincenzo Cordi
5 · Trascrizione Normalizzata — Risposta in Rotula
Addì 11 febbraio 1650 Io Giovanni de Dom[enico —, detto] neto di Soro [—]: di essa [lettera] nuova abbiamo ricevuto [notizia] fortemente [circa] [i] già detenuti di [san?] Bardi, con [il] darli nelle carceri di loro senza de[lla] Maill[e/ia?] e a [essi] medesimi più condannazione delle patine [= partite?] di scudi 79 e scudi 50 d'un conto d'affitto et ragione fatta da Don Giordano Pol[di/ti?]: col rispondere [a] detto ho [da] fare la prima [cosa], perché di loro non seguirà simile a questa pena. [Sore Alfino —?] Giovanni Vincenzo Cordi
Nota sulla firma: La firma in calce alla risposta in rotula si legge con buona chiarezza come Giovanni Vincenzo Cordi, preceduta da una qualifica abbreviata («Sore Alfino»?). Si tratta quasi certamente di un canonico o officiale della Basilica di San Giovanni in Laterano che risponde a nome del Vicario. La firma è autografa.
Le somme indicate nella rotula — scudi 79 e scudi 50 — come voci di condanna sono di rilievo storico. La condanna appare articolata su due partite distinte, forse relative a un debito di affitto («conto d'affitto») con ragione presentata da Don Giordano Pol[di?]. Da verificare nei registri della Congregazione del Buon Governo (Archivio di Stato di Roma).
Indirizzo sul Verso
[Verso, in alto a sinistra, nota archivistica moderna:] 11.02.1650 [Indirizzo calligrafico:] All[']M[ol]to Ill[ust]re R[everend]o Sig[no]r N[ost]ro Al S[ign]or Vic[ari]o d[i] S[an]to Ioann[e] et s[imil]m[en]te d[el] S[ign]or ginuto Vic[ari]o s[antissi]mo [In basso, firma/sigla del corriere o dell'ufficio:] C. Giov[anni]
Lettura dell'indirizzo: Il destinatario è il Vicario di San Giovanni [in Laterano]. La formula «All'Molto Illustre Reverendo Signor Nostro» è tipica delle comunicazioni ufficiali pontificie. La sigla in basso C. Gio[vanni] — che ricompare sia sull'indirizzo che come firma della risposta (Giovanni Vincenzo Cordi) — potrebbe indicare il portatore della lettera o, più probabilmente, è la firma dell'autore della risposta che ha siglato anche il verso.