N. immagini7 (indirizzo, verso, testo lettera + rotula, particolari bollo a secco)
Il documento è una lettera ufficiale della Congregazione del Buon Governo di Roma, datata 11 febbraio 1650, diretta al Vicario della basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di una comunicazione interna alla struttura ecclesiastico-amministrativa dello Stato Pontificio: la Congregazione del Buon Governo, istituita nel 1592 da Clemente VIII, aveva tra i suoi compiti il controllo dell'ordine pubblico nelle comunità soggette alla Santa Sede, inclusa la gestione delle carceri.
Il contenuto riguarda dei detenuti («già detenuti») nelle carceri locali, con riferimento a una condanna («condemnazione») di scudi 79 e 50, e a carcerazione su istanza di un privato — Giordano Poli (o simile). Il destinatario risponde nello stesso giorno con una nota autografa scritta in rotula sul medesimo foglio.
La chiusura della lettera avviene tramite filo di cucitura, pratica tipica degli uffici pontifici del XVII secolo per le comunicazioni riservate. Il bollo a secco ovale con iniziali è elemento distintivo di identificazione dell'ufficio mittente.
Bollo a secco ovale — forma ovale con bordo semplice; al centro lettere A · H (o A · ll) in corsivo. Il bollo è impresso a secco sulla carta, senza inchiostro né cera, con leggero rilievo. L'identificazione delle iniziali è fondamentale per attribuire l'ufficio mittente: potrebbe corrispondere alle iniziali di un funzionario, del notaio rogante, o dell'ufficio stesso (es. Archivio Helemosinario? Auditor Hospitalis?). ⚠ Si raccomanda esame in luce radente per leggere con certezza le lettere.
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Bifoglio, ripiegato in 8, recto 1, indirizzo, da Roma a Roma San Giovanni con risposta (Rotula)Bifoglio, verso, lettera e rispostaBifoglio, recto, particolare bollo a secco su bandellaBifoglio, recto, indirizzoBifoglio 1, versoBifoglio 1, recto, indirizzo e bollo a seccoBifoglio 1, recto, particolare bollo a secco
[Intitolazione, in alto a destra:]M[o]lto Ill[ust]re R[everend]o Sig[no]r N[ost]ro[Testo:]Ricevuta la pres[en]te Cong[regazio]ne del Buon Gov[ern]ode fuma Bardi tbneco d'ordin nostro indisponsonelle loro Carceri leg[g]erà p[er] generà y defiptes d[e]l Dom[in]iColl[in] tauoe d'la loro opi[nio]ne scordeua fini farci il Comando ingiunz[ione] Comm[and]o tuttiin Conformità della loro lra ogni giorno nonomando la mezolvo la farezzaCoro leg JemaisilboIl M[o] Ill[ust]re S[igno]re
Il testo della lettera principale presenta alcune parole di lettura difficile, forse dovute a formula burocratica abbreviata tipica degli uffici pontifici. La riga «de fuma Bardi tbneco d'ordin nostro…» potrebbe contenere un nome proprio (Bardi?) e una qualifica abbreviata. Si segnala per revisione.
3 · Trascrizione Normalizzata — Lettera principale
Molto Illustre Reverendo Signor Nostro,Ricevuta la presente, la Congregazione del Buon Governode[lla] [famiglia?] Bardi [—] d'ordine nostro indispostonelle loro carceri leggerà, [e] per generà [—] degli [ordini del] Don[n]iCollin[i?] [—] della loro opinione scordante,a fine farci il comando [e] ingiunzione — [ordine a] tutti —in conformità della loro [lettera] ogni giorno nonomand[ando] la [—] farezza [= fortezza / sicurezza].[Formula di chiusura]Il Molto Illustre Signore
4 · Trascrizione Diplomatica — Risposta in Rotula
Risposta RotulaScritta sullo stesso foglio, nella parte inferiore · Data: 11 febbraio 1650
La risposta è scritta nella metà inferiore del medesimo foglio, con altra mano, in italiano.
[Data e luogo in alto:]Add[ì] 11 feb[brai]o 1650Io Giov[anni] de Dom[inico] gellas neto di Soro dimet[?] Diessa nuova haviamo ricevuto bago fortem[ente] quecltao osta biadi octo già detenuti di s[an] Bardi condarli nelle carceri di loro senza de la Maill[e] e aglie medesiane più condennatione dellepatine di sc[udi] 79 e sc[udi] 50 d'una conto d'afficoet raggione fatta da D[on] Giordano Poldi:col rispandendo detto ho fare la prima perchè nondi loro non seguirà simile a questa p[en]aSore AlfinoGiov[anni] Vincenzo Cordi
5 · Trascrizione Normalizzata — Risposta in Rotula
Addì 11 febbraio 1650Io Giovanni de Dom[enico —, detto] neto di Soro [—]:di essa [lettera] nuova abbiamo ricevuto [notizia] fortemente [circa][i] già detenuti di [san?] Bardi,con [il] darli nelle carceri di loro senza de[lla] Maill[e/ia?] e a[essi] medesimi più condannazione dellepatine [= partite?] di scudi 79 e scudi 50 d'un conto d'affittoet ragione fatta da Don Giordano Pol[di/ti?]:col rispondere [a] detto ho [da] fare la prima [cosa], perchédi loro non seguirà simile a questa pena.[Sore Alfino —?]Giovanni Vincenzo Cordi
Nota sulla firma: La firma in calce alla risposta in rotula si legge con buona chiarezza come Giovanni Vincenzo Cordi, preceduta da una qualifica abbreviata («Sore Alfino»?). Si tratta quasi certamente di un canonico o officiale della Basilica di San Giovanni in Laterano che risponde a nome del Vicario. La firma è autografa.
Le somme indicate nella rotula — scudi 79 e scudi 50 — come voci di condanna sono di rilievo storico. La condanna appare articolata su due partite distinte, forse relative a un debito di affitto («conto d'affitto») con ragione presentata da Don Giordano Pol[di?]. Da verificare nei registri della Congregazione del Buon Governo (Archivio di Stato di Roma).
Indirizzo sul Verso
[Verso, in alto a sinistra, nota archivistica moderna:]11.02.1650[Indirizzo calligrafico:]All[']M[ol]to Ill[ust]re R[everend]o Sig[no]r N[ost]roAl S[ign]or Vic[ari]o d[i] S[an]to Ioann[e] et s[imil]m[en]ted[el] S[ign]or ginuto Vic[ari]o s[antissi]mo[In basso, firma/sigla del corriere o dell'ufficio:]C. Giov[anni]
Lettura dell'indirizzo: Il destinatario è il Vicario di San Giovanni [in Laterano]. La formula «All'Molto Illustre Reverendo Signor Nostro» è tipica delle comunicazioni ufficiali pontificie. La sigla in basso C. Gio[vanni] — che ricompare sia sull'indirizzo che come firma della risposta (Giovanni Vincenzo Cordi) — potrebbe indicare il portatore della lettera o, più probabilmente, è la firma dell'autore della risposta che ha siglato anche il verso.