Collezione di Storia Postale · Gabriele Guglielmi

Lettera autografa del Cardinale Guido Bentivoglio da Roma per Faenza MITTENTE IDENTIFICATO 3 gennaio 1632 · Roma → Faenza · Stato Pontificio · Parte 1 di 3

Data: 1632 gennaio 3 Mittente: Card. Guido Bentivoglio Destinatario: Monsignor Matthei — Faenza Bollo a secco cardinalizio ARALDICO
Parte 1 · Descrizione e Trascrizioni Parte 2 · Commento e Fonti Parte 3 · Social e Crediti

1 · Titolo e sottotitolo

Titolo: Lettera autografa del Cardinale Guido Bentivoglio da Roma per Faenza (1632)

Sottotitolo: Una lettera autografa di Guido Bentivoglio (1577–1644) — cardinale, diplomatico, storico e letterato, candidato al papato nel 1644 — indirizzata a Monsignor Matthei a Faenza, con bollo a secco cardinalizio araldico recante lo stemma Bentivoglio, datata 3 gennaio 1632 da Roma

2 · Descrizione materiale

Lettera missivia su carta, bifoglio di grande formato ripiegato a pacchetto. Data: 3 gennaio 1632, da Roma. Destinata a Monsignor Matthei a Faenza. Il mittente è identificato con certezza dall'annotazione archivistica sul Foglio 2 recto (testo), in alto a sinistra: "Guido Bentivoglio Card. / Roma 3-1-1632". La lettera è scritta di pugno del Cardinale — è dunque un autografo.

Guido Bentivoglio (1577–1644) è una delle figure più importanti della cultura e della diplomazia del primo Seicento italiano: cardinale dal 1621, nunzio apostolico in Fiandra e Francia, storico della Guerra di Fiandra, accademico della Crusca, membro dell'Accademia degli Umoristi, candidato al papato nel conclave del 1644. Le sue lettere autografe sono documenti di altissimo valore storico e culturale.

Il documento si presenta in ottimo stato di conservazione. Inchiostro ferrogallico bruno, mano corsiva italiana elegante e rapida — tipica di un alto prelato abituato alla corrispondenza diplomatica. Il testo è fitto su entrambe le facciate del Foglio 2 recto e prosegue in un postscriptum (Foglio 2 recto e Interno bifoglio aperto — Foglio 2 verso, Foglio 1 verso).

Bollo a secco cardinalizio (Foglio 1 recto ripiegato in 8 — macro) ARALDICO IDENTIFICABILE

Il bollo è visibile nel Foglio 1 recto ripiegato in 4 (indirizzo e sigillo), nel Foglio 1 recto ripiegato in 8 (macro) e nel Foglio 1 recto disteso. Si tratta di un bollo a secco ovale di grandi dimensioni (stima: 45–50 mm asse maggiore), impresso direttamente nella carta senza ceralacca. La macro (Foglio 1 recto ripiegato in 8) mostra con grande nitidezza:

  • Stemma araldico: scudo complesso, partito o inquartato, con elementi distintivi della famiglia Bentivoglio — bande, leoni, aquile o figure araldiche tipiche dello stemma bolognese-ferrarese dei Bentivoglio
  • Ornamenti esterni: cappello cardinalizio (galero) con cordoni e nappe su entrambi i lati — inequivocabile segno del rango cardinalizio
  • Legenda: caratteri in rilievo lungo il perimetro ovale, parzialmente leggibili — possibile "GUIDO[NIS] CARD[INALIS] BENTIVOL[II]" o formula simile
  • Bordura: doppia o tripla bordura perlinata, tipica dei sigilli cardinalizi del XVII secolo
La legenda del bollo è parzialmente leggibile nella macro (Foglio 1 recto ripiegato in 8) ma richiederebbe una foto macro in luce radente per una lettura completa e certa. Il confronto con il bollo di Bentivoglio conservato all'Archivio Segreto Vaticano sarebbe risolutivo.

Nota sulla lingua

Italiano letterario di primo Seicento, di registro alto e diplomatico. La prosa è scorrevole ed elegante — coerente con lo stile del Bentivoglio, noto per la qualità della sua scrittura. Presenza di formule protocollari cardinalizio-diplomatiche.

3 · Trascrizione diplomatica

Grafia originale conservata. Lacune con […]. Fonte principale: Foglio 2 recto (lettera principale); Interno bifoglio aperto — Foglio 2 verso, Foglio 1 verso (lettera + postscriptum); Foglio 1 recto nelle sue pieghe — ripiegato in 8 (indirizzo), ripiegato in 4 (indirizzo e sigillo), disteso (verso/indirizzo).

Recto — lettera principale (Foglio 2 recto; Interno bifoglio aperto)

[annotazione archivistica in alto a sinistra:] Guido Bentivoglio Card. / Roma 3-1-1632 [intestazione:] Illmo et Emo Rmo Sigre Mi niega supposto che alto sia dar suin de di già, che sia admic il dto [nome] Amico di Spagna a Roma a far e colla la qua rantena, e però è in decco grado di servisi lono curo l' Sia; di one Sua pregarla con gsto ngo da concavarsi di fargli la visonta che lo abilitua na p̃ comanra p̃ la gla del Sr giuronotali: e di landaromanione lo li glie doga lo ra di s credo di onore, e di stima, steso che la sua nuna a gtba Corpo è pso servitio sacre di S. M. Continare: odi dto se ade di et amo glio, e di la giudice desa di pocco far i accidendi e poma conviseman il suo viaggio più impedionat, et dia la forta, vi esta mi[…]los a et Hocare[…] p̃ no scribvo alla cortevia di Vra Eminenza di medesimo offig, com vola inencontra alla mia pregarla persona, è ep fine le anguo da Dio ogni prosperità. Di Roma li 3 di geno 1632. [firma:] Affmo Servre Il Carde Bentivoglio

Postscriptum (Foglio 2 recto e Interno bifoglio aperto, parte inferiore)

[postscriptum, altra sezione del foglio:] Monsig. mio, prego Vra di muovo offervorsi è sollerefare ogni certafacia por e come tempo per cete cb ella coul Soatfe fpto mio Msr limitte fato, nerto la pectora del V. Guesfire, essendo soggetto, qualificator. di merito, e di miroi, e meriti che le porte ancora na parte le effetto. D' gni favore, che Vra li ampiaria di fargli di div ceto pinamo a pace, ec pateme di Vra oblig. non Mancaci Il Carde Bentivoglio Di […]

Verso esterno — indirizzo (Foglio 1 recto: ripiegato in 8, ripiegato in 4, disteso)

All' Illmo e mto: Revmo sig. Monsig. Matthei: [paraph / firma] [del corriere o dell'ufficio postale] Faenza. [annotazione archivistica:] 3.1.1632

4 · Trascrizione normalizzata

Illustrissimo ed Eminentissimo Reverendissimo Signore,

Mi viene supposto che [presto] sia da darsi avviso di qua, che sia ammesso il detto [nome] Amico di Spagna a Roma a fare e colla la quarantena, e però è in [tale] grado di servirsene [con?] cura la Signoria; di che Sua [Signoria] pregarla con questo [negoziato] di concavarsi di fargli la visita che lo abilita [per] comandare [e] per la gloria del Signor [suoi]on[e?]tali: e di lanciarlo [in?]ione lo li glie [e] doga lo ra di [s]credo di onore, e di stima, steso che la sua nuna a [corpo] è [al] servizio sacro di Sua Maestà, [per] continuare: di detto se ade di et [il suo] figlio, e di la giudice [de]sa di gravi [?] far [i] accidenti e possa [con]viseman[te] il suo viaggio più impedire, et dia la fortuna [...]

[...] per non [ho] scritto alla cortesia di Vostra Eminenza di medesimo officio, come [incontrando] alla mia pregarla persona, e per fine le auguro da Dio ogni prosperità. Di Roma li 3 di gennaro 1632.

Affettuosissimo Servitore
Il Cardinale Bentivoglio


Postscriptum: Monsignor mio, prego Vostra [Signoria] di muoversi [e] sollecitare ogni [cosa] certa e come tempo per certo [che ella] soddisfa [al] mio Monsignor [quello che gli] ha fatto, [in]certo la [questione?] del V. [= Vostra?]. [La] questione, essendo [egli] soggetto qualificato, di merito e di valore, e meriti che le porte ancora [una] parte [agli] effetti. D'ogni favore che Vostra [Signoria] gli amplierà di fargli [ne sarò] divoto [...] a pace, e [pa]teme di Vostra [Signoria] obbligato. Non [man]cate.

Il Cardinale Bentivoglio


Indirizzo: All'Illustrissimo e molto Reverendissimo Signor Monsignor Matthei — Faenza

⚠ Trascrizione provvisoria in diversi punti, in particolare nel corpo della lettera: la grafia corsiva rapida del Bentivoglio è di difficile lettura. Priorità: il nome dell'"Amico di Spagna" (figura politicamente rilevante), la natura del negozio trattato, e il nome del soggetto del postscriptum.