Cardinale Lelio Biscia da Roma a Corneto — Priori e Gonfalonieri
Lettera autografa del Cardinal Biscia · Roma, 20 dicembre 1626 · Sigillo a secco cardinalizio · Opera pubblica e verifica pagamenti
Lelio Biscia fu creato cardinale da Papa Urbano VIII nel concistoro del 19 gennaio 1626 — undici mesi prima della data di questa lettera. Il 9 febbraio 1626 ricevette la diaconia dei Santi Vito e Modesto. Mecenate delle arti e importante collezionista di libri, nel 1599 aveva acquisito il feudo di Mazzano (presso Roma). Fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Ripa.
La lettera è scritta il 20 dicembre 1626: Biscia era cardinale da meno di un anno al momento della firma.
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Descrizione Materiale
Il sigillo a secco (bollo a rilievo senza inchiostro né ceralacca) visibile nell'immagine _A è il sigillo ufficiale del Cardinale Biscia. Presenta:
Forma: ovale, tipica dei sigilli cardinalizi del XVII sec.
Campo: stemma araldico della famiglia Biscia — il nome stesso suggerisce un'arma con serpente (biscia). Bordo perlinato con leggenda circolare.
Conservazione: ottima — il rilievo è chiaramente leggibile nelle fotografie.
⚠ Per la lettura completa della leggenda: fotografia macro in raking light. Confronto: Araldica Vaticana (araldicavaticana.com/b049.htm), Bascapè (Sigillografia), repertori cardinalizi del XVII sec.
Trascrizione Diplomatica
Grafia originale conservata · Abbreviazioni segnalate · Parti incerte in [lacuna]
Alli mto Ill.ri et Ecc.mi miei oss.mi
Priori, et Confalonieri
di
Corneto.
Testo (immagine _s)Ill.ri et
Ill. S.
Con occione che Mons. Sei, ce Mons. Tom. della Camera vengono a tiuitar ec
chia per ler negori, le io pregati a uoler arriuars à ninlare il Postr del mie
grano, conformo le scritto alle SS.VV.: faranno però, che quando etti uengono,
ci si troui qualei uno delle SS.VV., che sappia informarli minutamte del la-
uoro, e di quanto etti domanaranno, et particolarmte se li Cementi, e le
legnami condorsi nelli opera siano stati gagati, ò figliati in credenda dalli
Muratori, perche poi io porfea dare quelle prouisioni, che saranno neceluic
à terutio dell'opera, quale deve premere sopra modo alli SS.VV., per la
commodità, che ne riceuono più d'ogn'altro. Et il L°. le prosperi:
Data: Da Roma li. 20. Xmbre. 1626
Postscript marginale sx (lettura parziale):
Al mastro dell'opera poi farò
più de di nicla fudi a buo-
cuno, e però notisi per accordo
perché la gesta nizza utile
Formula di congedo: Al piacer loro
il Card. Biscia
rubrica autografa
Trascrizione Normalizzata
Alli molto Illustri et Eccellentissimi miei osservantissimi Priori et Confalonieri di Corneto.
TestoIllustri et Illustri Signori,
Con occasione che Monsignor [Sei?] e Monsignor [Tom?] della Camera vengono a visitare [questi luoghi] per i loro negozi, li ho pregati a voler arrivare a visitare il Podestà del mio grano, conformemente a quanto ho scritto alle Signorie Vostre. Faranno però sì che, quando essi vengono, ci si trovi qualcuno delle Signorie Vostre che sappia informarli minutamente del lavoro, e di quanto essi domanderanno, et particolarmente se li Cementi [materiali] e li legnami condotti nell'opera siano stati pagati, o presi in credenza dai Muratori; perché poi io possa dare quelle provvisioni che saranno necessarie a servizio dell'opera, quale deve premere sopra modo alle Signorie Vostre, per la commodità che ne ricevono più d'ogn'altro. Et Iddio le prosperi.
Da Roma, li 20 Dicembre 1626.
[Postscript:] Al mastro dell'opera poi farò [dare?] più di [quanto] nicla fudi a buon conto, e però notisi per accordo perché la [gestione] [sia] utile.
Al piacer loro. il Card. Biscia.